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Usa, Pil sorprende a metà, meglio guardare stime Adp

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L’economia statunitense è cresciuta dell’1,7% su base annualizzata nel 2° trimestre del 2013. È quanto ha reso noto l’ufficio di statistica nazionale, rivedendo allo stesso tempo il dato sui primi tre mesi dell’anno all’1,1% annuale dal precedente 1,8%.

Ottimo dato è arrivato dalle stime Adp sui nuovi posti di lavoro del settore privato dell’economia, saliti a luglio di 200.000 unità contro le 180.000 attese e i 198.000 di giugno (dato rivisto da 188.000).

La sensazione è che gli operatori siano stati colpiti maggiormente dai dati sulla crescita dell’ultimo trimestre e non abbiano guardato molto invece alla revisione del dato relativo ai primi tre mesi dell’anno. È bene precisare che si tratta di cifre preliminari che necessiteranno di conferme nelle letture successive. Non dimentichiamoci che la prima stima del Pil Usa era del 2,5% ed ora è sceso sino all’1,1%.

Diamo più importanza invece alle stime Adp, dato che sono dati che anticipano il ciclo economico. La continua creazione dei posti di lavoro dovrebbe produrre i propri effetti sull’economia reale, e quindi sui consumi, nel corso dei prossimi mesi. In proposito, a seguito dei dati odierni riteniamo che anche i non farm payrolls in agenda il prossimo venerdì potrebbero risultare di poco superiori al consenso, ora fermo a 175.000 unità.

Nonostante le luci e ombre dietro le figure rilasciate quest’oggi, ci aspettiamo che il Fomc nel comunicato di questa sera continui a sottolineare l’importanza dei dati macro come unico driver delle decisioni di politica monetaria della Banca centrale statunitense e pertanto i movimenti sui mercati saranno dettati dai dati che verranno rilasciati di volta in volta nelle prossime settimane.

Sino ad ora i dati confermano la view di un tapering tra settembre e fine ottobre, in concomitanza con i meeting di politica monetaria del 18 settembre e del 30 ottobre.

La reazione dei mercati subito dopo i dati è stata univoca, il tapering è sempre più vicino. Il biglietto verde si è apprezzato in maniera marcata verso le principali valute come da copione. Il cambio Eur/Usd si è portato ai minimi da quasi una settimana sull’1,32 basso. Le borse dopo un iniziale peggioramento hanno recuperato parte delle perdite e per Wall Street si preannuncia un’apertura poco sopra la parità. In calo anche l’oro che si sta spingendo verso 1.320 dollari/oncia.

VINCENZO LONGO
Market Strategist IG