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Usa: oggi è il grande giorno di Obama, al via la cerimonia di insediamento

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“Io, …, giuro [o dichiaro] solennemente di sostenere e difendere la Costituzione degli Stati Uniti contro tutti i nemici, esterni e interni; di serbarle fedeltà e vero affidamento, senza alcuna riserva mentale o intenzione elusiva; e di bene e fedelmente adempiere ai doveri della carica che sto per assumere. Dio mi aiuti”.

Con questa formula, prevista dall’articolo II sezione 1 della Costituzione statunitense, tra poco più di un’ora Barack Obama darà ufficialmente il via (una cerimonia privata è già stata celebrata ieri alla Casa Bianca) al suo secondo mandato alla guida degli Stati Uniti.

Alla cerimonia di Capitol Hill sono attese circa 700 mila persone, decisamente al di sotto dei quasi due milioni di americani che quattro anni fa salutarono l’insediamento del primo presidente afro-americano della storia degli Stati Uniti.

Il numero dei partecipanti è solo uno dei segnali di uno scenario profondamente differente da quello del 20 gennaio 2009. Rispetto alla prima cerimonia il presidente Usa è un uomo più esperto e disincantato, conscio di aver realizzato solo parte delle promesse fatte quattro anni fa.

Dopo 4 anni la situazione negli Stati Uniti è certamente migliorata, il tasso di disoccupazione dopo aver toccato un picco nell’ottobre 2009 al 10,2% è sceso di quasi due punti e mezzo all’attuale 7,8%, ma molto resta ancora da fare. È andata meglio, e i detrattori di Obama lo sanno bene, a Wall Street che dal giorno del primo insediamento ha guadagnato l’85% riportandosi ai livelli pre-crisi.

Secondo le stime diffuse dal Financial Times i consensi per Obama sono scesi in quattro anni dal 68% al 48%.

Nel secondo mandato Obama punta a portare a termine il lavoro iniziato e a scrollarsi di dosso la fama di presidente più adatto a una campagna elettorale che a guidare la prima economia.

La difficoltà maggiore, almeno nella prima parte dell’Obama-2, sarà rappresentata dallo scontro con i repubblicani. In ambito economico sono due le sfide in cima alla lista del 44° presidente: l’innalzamento del tetto del debito e i tagli alla spesa dopo il mini-accordo che ha evitato il fiscal cliff.

In politica interna la priorità sarà rappresentata dalla crescita economica e dalla questione della regolamentazione sul possesso delle armi (un tema particolarmente attuale nel day after della strage di Newtown)  mentre la politica estera potrebbe essere caratterizzata, come spesso succede nel corso del secondo mandato, da una maggiore dose di attivismo.

“Sono onorato di aver avuto la possibilità di finire il lavoro che abbiamo iniziato”, ha scritto Obama sul suo account twitter poco meno di un’ora fa. “Il nostro lavoro inizia oggi, let’s go”.