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Usa: Obama chiamato alla prova

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Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, è pronto a calare la scure sul budget statunitense. Questo pomeriggio, intorno alle 16.30 ora italiana, il primo inquilino della Casa Bianca annuncerà i dettagli della proposta di legge per l’anno fiscale 2012, che inizierà il prossimo primo ottobre.


E a meno di un’ora dalla diffusione ufficiale del piano, è cominciato a trapelare qualcosa:  è pari a circa 3.729 miliardi di dollari la finanziaria per l’esercizio 2011/2012 che il presidente presenterà oggi pomeriggio. In particolare, stando alle anticipazioni circolate prima dell’annuncio ufficiale, la Casa Bianca parla di una crescita del deficit a 1.645 miliardi nel 2011, per poi scendere a 1.101 miliardi nel 2012.
Un problema, quello dei conti pubblici statunitensi, già finito nel mirino delle agenzie di rating meno di un mese fa. A fine gennaio Moody’s aveva parlato chiaro: “La mancanza di un’azione di contenimento del deficit da parte del governo rende sempre più probabile un outlook negativo per la tripla A degli Stati Uniti”. Sulla stessa lunghezza d’onda gli esperti di Standard & Poor’s. Secondo gli esperti dell’agenzia di rating internazionale se gli Usa non si attrezzeranno con un credibile piano, il rating potrebbe essere messo sotto pressione.

Tornando al piano, per il momento non sono attese manovre correttive alla sanità e alle pensioni. La sforbiciata di Obama pare così poter assicurare lunga vita al debito. Proprio quel debito che si avvicina sempre più al limite legale, con implicazioni che potrebbero anche essere clamorose. Negli Usa il tetto massimo di indebitamento consentito al governo federale è stabilito per legge. E il Tesoro Usa stima che tale limite massimo, attualmente posto a 14.300 miliardi di dollari, verrà superato tra il 31 marzo e il 16 aprile. Allo stato attuale un voto favorevole alla revisione del limite non è tuttavia scontato. E tale scenario porterebbe, come ha già chiarito il segretario al Tesoro americano, Tim Geithner, a un default tecnico.

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