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Usa: Obama, il calo del deficit passa per la crescita. Deficit/Pil stimato al 4,4% nel 2014

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Incremento dell’imposizione fiscale sui redditi più alti e nuove risorse da destinare a istruzione e infrastrutture. Sono questi i cardini della manovra di bilancio che il Presidente statunitense Obama ha presentato al Congresso. Un bilancio da 3.770 miliardi di dollari, il 6% in più rispetto al 2013, che punta a sostenere un’economia in affanno e un mercato del lavoro ancora lontano dai livelli pre-crisi. L’incremento del budget, ha spiegato il Presidente, è attribuibile ai tagli automatici innescati dal “sequester” e alle nuove risorse da destinare all’educazione e al potenziamento delle infrastrutture.

Un bilancio che punta a rafforzare la classe media e incrementare la crescita della prima economia. “Non c’è nulla in grado di ridurre il deficit più velocemente della crescita economica”, ha detto Obama nel suo intervento di presentazione.

Deficit al 4,4% del Pil nel 2014
Dopo il 5,3% dell’anno fiscale 2013 (7% nel 2012), il deficit federale l’anno prossimo è stimato a 744 miliardi, pari al 4,4% del Pil, in calo di circa 100 miliardi rispetto all’anno corrente ma maggiore di oltre 200 miliardi rispetto al tetto fissato dal partito repubblicano. Nel 2015 il dato è atteso al 3,2%. Allungando l’orizzonte temporale, il processo di contrazione del disavanzo, tramite nuove tasse per 580 miliardi e il taglio del Medicare (e di altri programmi sociali), dovrebbe guadagnare velocità per arrivare a ridurre il deficit di 4.300 miliardi in dieci anni, pari all’1,7% del Pil.

Segno meno anche per l’inflazione, attesa al 2% nel 2013 e all’1,9% negli anni successivi, e per il tasso di disoccupazione, che dal 7,7% medio atteso per quest’anno è visto al 7,2% il prossimo, al 6,7% nel 2015 e al 6,2% nel 2016.

+3,2% per il Pil 2014
Ma come detto, un focus particolare è riservato alla crescita dell’economia. Secondo i dati diffusi dalla Casa Bianca, il Prodotto interno lordo statunitense dopo il +2,3% del 2013 nel triennio 2014-2016 è destinato a registrare rispettivamente un +3,2%, un +3,5% e un +3,6%.

Le critiche al documento non si sono fatte attendere, sia da parte dei repubblicani, sia di alcuni democratici e sia da parte dello stesso Obama che non si è detto completamente soddisfatto a causa delle concessioni fatte agli interlocutori repubblicani. “Il pacchetto che sto presentando include tagli sofferti che non gradisco“, ha detto il Presidente Usa riferendosi ai 230 miliardi risparmiati adottando una misura meno generosa per il calcolo del costo della vita per i beneficiari di molti programmi federali.

Anche se i numerosi cambiamenti rispetto alla precedente proposta fanno ben sperare, secondo gli esperti non è il momento di abbassare la guardia.