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Usa: niente effetto shutdown e balzo delle payrolls a ottobre, dollaro si rafforza

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Prova di forza del mercato del lavoro degli Stati Uniti. A sorpresa a ottobre la creazione di nuovi posti di lavoro è tornata a sopra la soglia delle 200 mila unità, mentre il mercato si attendeva un nuovo indebolimento a causa dello shutdown che aveva bloccato parzialmente l’attività governativa i primi 16 giorni dello scorso mese.
Pronta la reazione del mercato con un rafforzamento del dollaro statunitense rispetto a tutte le altre principali valute con il mercato che torna a interrogarsi sulla possibilità che la Federal Reserve faccia partire il tapering (riduzione graduale degli acquisti di asset) prima del previsto se il mercato del lavoro si manterrà forte anche nei prossimi mesi. I prossimi meeting di politica monetaria della Fed sono in agenda il 17-18 dicembre e 24-25 gennaio (che sarà l’ultima riunione presieduta da Ben Bernanke).

Riviste al rialzo le payrolls di settembre
Il saldo delle buste paga statunitensi nei settori non agricoli (non farm payrolls) è risultato a ottobre  positivo per 204 mila unità. Il consensus Bloomberg era per un incremento di 120mila unità dalle +163mila del mese precedente (dato rivisto dalle +148mila unità comunicate in precedenza).

Il Dipartimento del lavoro statunitense ha diffuso anche il dato relativo al tasso di disoccupazione salito al 7,3% dal 7,2% precedente che rappresentava il livello più basso a quasi 5 anni.
Il tasso di partecipazione, che indica la percentuale di persone in età lavorativa nella forza lavoro, è sceso al 62,8 per cento, il livello più basso dal marzo del 1978. A settembre era stato del 63,2%.
 
I dati odierni vanno ad aggiungersi ai riscontri oltre le attese arrivati ieri dalla prima lettura del Pil del terzo trimestre (+2,8% annualizzato) della prima economia mondiale.