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Usa: nessuna sorpresa dalla Fed. Riviste stime su inflazione, Pil e disoccupazione

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Il programma di acquisti di bond da 600 miliardi di dollari terminerà come previsto a giungo, mentre i tassi di interesse rimarranno prossimi allo zero ancora per un lungo periodo di tempo. Questa in sintesi la posizione della Federal Reserve, che conferma le attese degli analisti. Nessun sorpresa, dunque, se non per le parole del governatore della banca centrale Usa, Ben Bernanke, che ieri ha tenuto per la prima volta nella storia dell’istituto una conferenza stampa a modello Trichet. Bernanke ha tolto ogni dubbio su un possibile rialzo dei tassi a breve termine, dando spazio a una politica monetaria super accomodante per un lungo periodo di tempo, in quanto la crescita dell’economia Usa è ancora troppo debole e l’aumento dell’inflazione, seppur temporaneo, deve essere tenuto sotto controllo. Sono infatti state riviste le stime su Pil, inflazione e disoccupazione per il prossimo triennio. 


Il Federal Open Market Committee, il braccio operativo della Federal Reserve, ha annunciato di aver confermato il costo del denaro nel range 0-0,25%. Il Fomc ha inoltre ribadito che il QE2, il secondo round del piano di allentamento quantitativo avviato a novembre, sarà completato entro la fine del secondo trimestre. Entrambe le decisioni erano state pronosticate dagli analisti. Alla riunione, ha seguito la conferenza stampa di Bernanke, la prima in 97 anni di vita dell’istituto. Un evento storico, deciso per aumentare il trasparenza della politica monetaria americana. Il governatore della Fed ha confermato la formula secondo cui i tassi di interesse resteranno eccezionalmente bassi per un “periodo esteso” e che un terzo round di quantitative easing, il cosiddetto QE3, sarà improbabile. Dalle sue parole si è rilevato come all’interno di un contesto in cui la ripresa dell’economia procede ad un ritmo “moderato” la risalita dell’inflazione sarà “temporanea”.

Tuttavia, la Fed ha deciso di alzate le stime di inflazione tagliando al contempo la view sulla crescita della prima economia del mondo. Indicazioni positive sono arrivate invece dal tasso di disoccupazione, le cui stime per i prossimi anni sono state riviste al ribasso. Nel dettaglio, il tasso di crescita dei prezzi nel 2011 è visto nel range 2,1-2,8%, al di sopra della precedente stima 1,3-1,7% (il Pce core 2011 è visto all’1,3-1,6%, da 1-1,3%) mentre la crescita economica a stelle e strisce nel 2011 è attesa tra il 3,1 ed il 3,3%, dal precedente 3,4-3,9%. Indicazioni invece positive dal fronte disoccupazione, attesa nell’anno corrente all’8,4%-8,7% (da 8,8-9%). I dati relativi il 2012 vedono l’inflazione core all’1,3-1,8% (da 1-1,5%), il Pil al 3,5%-4,2% (3,5-4,4) e la disoccupazione al 7,6-7,9% (da 7,6-8,1%). Infine, Nel 2013 l’inflazione core è attesa nel range 1,4-2% (da 1,2-2%), la view sul Pil è per una crescita al 3,5-4,3% (dal 3,7-4,6%) e la disoccupazione è confermata al 6,8-7,2%.


Le indicazioni sulle future mosse della Fed e l’operazione trasparenza avviata da Bernanke hanno rivitalizzano le borse statunitensi che hanno chiuso nei pressi dei massimi. Il Dow ha terminato in rialzo dello 0,76% a 12.690,96 punti, +0,62% per lo S&P a 1.355,66 e +0,78% del Nasdaq a 2.869,88. Il Dow e lo S&P salgono così ai massimi dall’estate del 2008 mentre per il Nasdaq si tratta del livello maggiore dal dicembre 2000. Guardando al mercato valutario, il dollaro ha accelerato al ribasso, toccando il minimo degli ultimi 17 mesi sull’euro. Nuovo record invece per l’oro, a 1.530 dollari all’oncia, che ha reagito alla debolezza del biglietto verde e alla conferma di una politica accomodante per un lungo periodo di tempo. 


Nell’attesa della prossima conferenza stampa di Bernanke, che si terrà d’ora in avanti ogni tre mesi, gli analisti riformulano le loro previsioni sulle mosse future della banca centrale Usa. Il primo rialzo dei tassi ora sarebbe visto non prima dell’inizio del 2012, ma forse anche dopo. “La frase di Bernake sui tassi bassi per un prolungato periodo di tempo sarà seguita da almeno due riunioni del Fomc prima che i tassi vengano rialzati”, dichiarano questa mattina gli analisti di Ing, che guardano con maggior interesse all’incontro di giugno, quando il programma di acquisto di bond sarà terminato. 


Molto dipenderà dagli andamenti futuri di inflazione e Pil. Oggi si avrà già un’idea. Alle 14.30 infatti verrà diffusa la prima stima sul Prodotto interno lordo Usa relativo al primo trimestre. Il consensus vede un rialzo dell’1,8% rispetto al trimestre precedente. E tra i corridoi c’è anche chi non esclude un prossimo QE3: “Confermiamo l’ipotesi che, dopo una fase di pausa, la Fed potrebbe decidere di implementare un ulteriore piano di quantitative easing”, sostengono a Mps Capital Services. Nell’attesa, comunque, “la debolezza del dollaro sarà invitante, così come ulteriori rialzi nel comparto azionario, nei metalli preziosi e nell’energia”, concludono a Ing.