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Usa: Mps Capital Services, operatori temono sempre più recessione

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Gli esperti di Mps Capital Services segnalano come in Eurolandia i tassi di interesse di mercato siano rimasti pressoché stabili in attesa dei dati macroeconomici di oggi e di nuovi sviluppi sul fronte monetario. In particolare, vengono segnalate ancora forti tensioni sul monetario, con un nuovo rialzo per l’Euribor a tre mesi, fissato a 3,71%. Da Mps Capital Services confermano “il supporto di 3,61% sul due anni e di 3,94% sul dieci anni”. Negli Stati Uniti gli economisti di Rocca Salimbeni rilevano un forte calo dei tassi di mercato, che ha interessato maggiormente la parte a lungo termine portando i tassi decennali in prossimità del 3,85%, livello minimo dal marzo del 2004. “Alla base di tale andamento – mettono in evidenza gli analisti – il riacutizzarsi delle tensioni sul mercato del credito testimoniate ancora una volta dal forte rialzo dei tassi sull’interbancario”. Citigroup, crollata del 6%, ha annunciato l’iniezione di liquidità di circa 7,5 miliardi di dollari da parte del governo di Abu Dhabi mediante l’acquisto di obbligazioni convertibili a partire dal 2010 con un tasso annuo dell’11%, che potrebbe portare la quota detenuta da tale investitore fino al 4,9%, collocandosi al secondo posto tra gli azionisti della banca a stelle e strisce. Secondo indiscrezioni citate da Cnbc, Citigroup potrebbe provvedere ad un taglio del proprio organico fino a 45 mila unità. Gli analisti di Goldman Sachs sono arrivati a stimare accantonamenti aggiuntivi da parte di Citigroup per ulteriori 12 miliardi di dollari. “Il clima – aggiungono da Mps Capital Services – è stato reso meno favorevole anche dall’annuncio di Hsbc di procedere al consolidamento in bilancio degli asset di due Siv per un ammontare di 45 miliardi di dollari, al fine di evitare vendite degli stessi”. Nel frattempo la Fed, preoccupata delle tensioni sul mercato monetario in un momento tipicamente delicato per le tesorerie come il fine anno, ha annunciato operazioni di pronti contro termine. Inoltre sono state annunciate alcune modifiche all’operatività in repo (Repurchase Agreement) tali da rendere più agevole l’accesso da parte degli operatori. In questo contesto, dopo i primi entusiasmi, gli operatori hanno cominciato a leggere in una luce diversa anche i dati sulle vendite del ponte del Ringraziamento, soffermandosi maggiormente sul fatto che, pur essendo aumentata l’affluenza ai magazzini, è però diminuita la spesa pro capite. “Il fatto che il calo dei tassi si stia scaricando maggiormente sul comparto decennale – concludono gli economisti – è emblematico del fatto che gli operatori cominciano a essere maggiormente preoccupati di un concreto rischio recessivo, come sottolineato anche dall’ex ministro del Tesoro Usa, Larry Summers, dalle pagine del Financial Times (che ha definito come probabile l’ipotesi recessione)”.