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Usa: la creazione di posti di lavoro è al record in un anno. Ma inflazione delude ancora

La disoccupazione scivola al minimo dal 2000. Ma i salari rimangono ingessati su base mensile e rallentano su base annua.

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Sebbene inferiore alle attese, negli Usa la crescita dei nuovi posti di lavoro è la più forte in un anno. Il dipartimento del Lavoro ha reso noto infatti che, nel mese di ottobre, l’occupazione è cresciuta di 261.000 unità, rimbalzando così dai valori di settembre, la cui debolezza era stata provocata dagli effetti del passaggio degli uragani Harvey e Irma.

Il dato è stato inferiore al rialzo +313.000 atteso dal consensus, ma il governo ha rivisto al rialzo i numeri di settembre dal calo -33.000 di posti di lavoro inizialmente riportato,  a +18.000 unità.

Il tasso di disoccupazione è sceso inoltre al 4,1%, minimo dal 2000, dal 4,2% del mese precedente.

Deludente, per l’ennesima volta, l’indicazione arrivata dai salari.

I salari orari sono addirittura scesi di 1 centesimo, praticamente invariati su base mensile, a fronte di un rialzo su base annua pari ad appena il 2,4%, rispetto al +2,7% stimato dagli analisti.

La settimana lavorativa, in media, è rimasta invariata a 34,4 ore, come da attese.

La partecipazione alla forza lavoro è diminuita dal 63,1%, al 62,7%.

I valori ancora deludenti dei salari mettono sotto pressione i rendimenti dei Treasuries, con quelli decennali che scendono al 2,329%; quelli a due anni cedono all’1,608%.

Sul mercato dei cambi, il dollaro rimane poco mosso sull’euro, con il rapporto euro-dollaro +0,08% a $1,1667. La valuta Usa cede nei confronti dello yen, -0,13%, a JPY 113,93.

I numeri dell’occupazione mettono in evidenza un mercato del lavoro che rimane solido. In media, la creazione di nuovi posti di lavoro è stata di circa 162.000 unità negli ultimi tre mesi, e ha confermato un’economia vicina allo stato di piena occupazione, dunque prossima a centrare uno dei due target della Federal Reserve (l’altro è l’inflazione).

A tal proposito, da segnalare che proprio ieri Donald Trump ha nominato Jerome Powell prossimo numero uno della Federal Reserve, alla scadenza del mandato di Janet Yellen, nel febbraio del 2018.

Poco prima della diffusione dei dati Scott Anderson, responsabile economista presso Bank of the West, aveva affermato in una nota riportata da Bloomberg che il report occupazionale avrebbe potuto preludere a una stagione delle vendite natalizie solida.

“Le richieste iniziali dei sussidi di disoccupazione sono già tornate ai loro livelli precedenti il passaggio degli uragani, indicando una veloce ripresa per il mercato del lavoro Usa nel quarto trimestre”.