Usa: Fmi, consumatori "cicala" e imprese "formica"

Inviato da Redazione il Mar, 20/09/2005 - 12:13
Il racconto della cicala e della formica, che cerca di inculcare nelle nuove generazioni i tanti vantaggi di una gestione attenta dei propri risparmi, rappresenta un'aberrazione economica nell'economia dominata dai mercati. Come individuato dal cosiddetto paradosso della frugalità, un'economia di formiche, dove tutto il mondo risparmia e non consuma, produce una risicata quota di ricchezza. Se volessimo sviluppare un'analogia con l'attuale contesto economico, le cicale sarebbero rappresentate da quei paesi, capeggiati dagli Stati Uniti, caratterizzati da un'eccessiva propensione al consumo e dal ricorso sfrenato agli strumenti finanziari che consentono di usufruire del credito al consumo. Il comportamento di questo gruppo di paesi ingloba seri rischi per l'economia. Tuttavia, fino a quando questi rischi non si materializzano, gli Usa continueranno a svolgere il ruolo di motore dell'economia.

La tendenza dei consumatori statunitensi non è stata seguita dalle grandi corporate internazionali. Aziende locali e multinazionali hanno intrapreso il sentiero opposto, quello della formica. Ad evidenziare questa tendenza sono stati gli esperti del Fondo Monetario Internazionale nel corso della presentazione dell'ultimo report dedicato ai temi della stabilità finanziaria. Nel 2003 le imprese nordamericane hanno fatto affidamento sulle ristrutturazioni messe in moto dopo la crisi del 2000, per trasformarsi in risparmiatori di flussi di cassa. Non si tratta di una tendenza esclusiva delle aziende Usa. Negli ultimi anni si è inoltre affermata la propensione delle grandi corporate a rendere felici gli azionisti, aumentando sia la quota di utili destinata ai dividendi che le quote dei flussi di cassa utilizzate per adottare di politiche a sostegno della quotazione del titolo in Borsa.

Non si tratta di una decisione pilotata dai capricci, ma di una conseguenza delle tendenze dettate dal mercato. Le tendenze che qualche anno addietro, ricordiamolo, portarono le grandi telecom companies a dilapidare enormi patrimoni nell'acquisto delle licenze Umts, si sono ora trasformate in spinte potentissime a sostegno sia dell'attuazione di profonde ristrutturazioni che dell'adozione di ricche politiche dei dividendi.

I deficit da nuovi investimenti, che si verificano periodicamente nei singoli settori produttivi, hanno l'abitudine di manifestarsi con un certo ritardo. Un esempio di tale ritardo può essere facilmente individuato nel settore petrolifero e in quello della produzione di energia elettrica. La storia dimostra che tali trend sembrano essere inevitabili perché pilotati dai capricciosi cambiamenti che investono il sentiment di mercato. In conclusione, sarebbero le Borse e i loro capricci a guidare le politiche adottate dal management posto alla guida delle più importanti società internazionali. Questo è uno dei motivi che rende estremamente pericolosi gli stati d'animo 'estremi' dei mercati finanziari. A cura di www.fondionline.it


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