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Usa: Fed mette in guardia su rischi crescita economia. Al via operazione Twist

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Il tanto atteso meeting del Federal Open Market Committee (Fomc), il braccio operativo della Federal Reserve, ha deluso. Lo dimostra la reazione di Wall Street che ha chiuso i battenti in negativo: il Dow Jones è scivolato del 2,49% a 11.124,84 punti, mentre l’indice S&P500 ha ceduto lo 2,94% a 1.166,76. -2,01% per il Nasdaq a quota 2.538,19. Un’accelerazione al ribasso e una chiusura in rosso condizionata soprattutto dall’allarme lanciato dalla Fed che prevede dei “rischi significativi” per l’economia statunitense.


Fed: “rischi significativi” per l’economia
Il messaggio inviato ieri da parte della banca centrale Usa, che ha ricordato che la sua missione è di cercare di favorire la massima occupazione e la stabilità dei prezzi, è stato chiaro: “Esistono dei significativi rischi per l’outlook economico, incluse forti tensioni nei mercati finanziari globali”. I recenti indicatori, si legge nel comunicato diffuso ieri sera dal Fomc, indicano una costante debolezza per il mercato del lavoro, con il tasso di disoccupazione che rimane sempre elevato. E solo nei prossimi trimestri scenderà, ma in maniera graduale rispetto ai livelli attuali. Inoltre, la spesa delle famiglie è aumentata negli ultimi mesi, ma a ritmi modesti. E il mercato immobiliare rimane depresso.
Sul fronte inflazione, i prezzi al consumo appaiono sotto controllo in scia al calo dai massimi dei prezzi energetici e di alcune materie prime. Nel lungo termine le aspettative inflattive rimangono tuttavia stabili.

Per il finanziere George Soros “gli Stati Uniti sono già in recessione”. Lo ha dichiarato nel corso di un’intervista alla rete televisiva Cnbc rispondendo a una domanda sull’eventuale caduta degli Usa in una “double dip recession”. Nell’intervista Soros ha aggiunto che alcune piccole nazioni dell’Eurozona potrebbero andare in default e lasciare l’Unione monetaria.



Al via operazione Twist. Tassi fermi
Confermando le attese della vigilia, l’istituto guidato da Ben Bernanke ha confermato il costo del denaro ai minimi storici e l’operazione twist. La Fed da qui al giugno 2012 acquisterà 400 miliardi di dollari di titoli con scadenze comprese tra i 6 ed i 30 anni e contemporaneamente venderà titoli con scadenze inferiori ai tre anni. Si tratta della cosiddetta operazione Twist, tramite la quale la Fed punta ad estendere la duration del proprio portafoglio. L’operazione punta ad appiattire la curva dei rendimenti. La soluzione prospettata dalla Fed ha dunque deluso.


I primi commenti
“Il problema vero – rimarcano gli analisti di Fxcm nella nota odierna – è che il sentiment di mercato pensa che questa sia una decisione non sufficiente a far ripartire l’economia, in quanto la fiducia di imprese e consumatori non è stata modificata”. E aggiungono: “Anzi, il mercato ha chiaramente comunicato a Bernanke che ci si aspettava qualcosa di più dalla Fed, che con la mossa di ieri non andrà ad aggiungere nuova liquidità sul mercato”. L’azione, sottolineano da Fxcm, è stata considerata come una sorta di “ma sì, proviamo a vedere se qualcosa cambia prima di mettere in campo ulteriori strumenti” e questo, né a noi, né al mercato piace.


Insomma, si è conclusa con un nulla di fatto il meeting di settembre della Fed. E’ questo il parere degli analisti di Cmc Markets. “Dopo essere stato a lungo preannunciato, il programma “operation Twist” sembra avere deluso già i mercati, che non lo ritengono idoneo a diminuire i rischi e ad incentivare nuovi prestiti, soprattutto in considerazione del fatto che i tassi a lungo termine sono già estremamente bassi”, rimarcano gli esperti. “Di conseguenza, la prima reazione negativa sul mercato azionario sembra aver colpito soprattutto il settore finanziario e in secondo luogo quello delle materie prime, a seguito della revisione al ribasso da parte della Fed circa le stime di crescita”.