1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Italia ›› 

Usa: Fed “dovish” per preoccupazioni internazionali (analisti)

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

La Federal Reserve (Fed) ha optato per un atteggiamento “dovish” (colomba, orientato a politiche monetarie accomodanti e tassi di interesse bassi) di fronte alle preoccupazioni internazionali. Lo afferma Marco Vailati, responsabile ricerca e investimenti di Cassa Lombarda, dopo la scelta della banca centrale americana di rinviare il primo rialzo dei tassi negli Stati Uniti.

Dalla decisione presa e dal commento che l’ha accompagnata, secondo Vailati, emergono alcune considerazioni negative sulle attese di sviluppo dell’economia. In primis, se la Fed pensa che l’economia statunitense non può sopportare oggi un aumento dei tassi, forse teme sviluppi dell’economia mondiale particolarmente negativi; secondo, l’abbassamento dal 3,75% al 3,50% del tasso di lungo periodo nelle previsioni dei membri del Fomc denota la stima di un potenziale di crescita economica diminuito; e la presenza di quattro membri del Fomc che nelle proiezioni dei tassi previsti non segnala nessun rialzo nel 2015 rafforza la prima considerazione.
A parziale compensazione di queste considerazioni, aggiunge l’esperto, si possono prendere in considerazione due seppur minori spunti positivi: tra i membri del Fomc, uno era a favore di un rialzo di 25 punti base già ieri; e tra i 17 membri del Fomc, 13 propendono ancora per un rialzo entro fine anno.

“Dal momento che le prime argomentazioni sono di maggior rilievo, è probabile che la reazione di breve dei mercati sia negativa su borse, commodity e dollaro a causa della stima di minore crescita e della sua maggiore incertezza che si ricava dalla indicazioni della Fed. Dalle stesse consegue anche un supporto per i bond dato il prolungamento dell’attesa di bassa inflazione”, afferma Vailati e aggiunge: “Ricordando però che 13 membri del Fomc restano a favore di un rialzo entro fine anno, è probabile che i movimenti del mercato non saranno eclatanti in attesa dello scorrere dei dati macro e delle future decisioni della Fed”.