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Usa, Europa e UK pronti a lasciarsi alle spalle crisi finanziaria e aumento pressione fiscale (analisti)

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La crescita globale potrebbe accelerare nel 2014, 2015 e 2016, man mano che gli Stati Uniti, l’Europa e l’Inghilterra si lasciano alle spalle gli effetti della crisi finanziaria e del drenaggio fiscale. È il parere espresso da Richard Hoey, capo economista di BNY Mellon, nel suo ultimo aggiornamento sullo stato dell’economia mondiale. “Solitamente, il ciclo economico raggiunge la sua fase centrale di espansione dopo che gli effetti di stress finanziario legati alla crisi precedente sono svaniti, ma prima che le banche centrali siano spinte a limitare gli stimoli economici per evitare l’aumento eccessivo dell’inflazione”, spiega Hoey. “È vero che oggi molte banche centrali dei Pasi sviluppati sono preoccupate dall’inflazione, ma solo perchè questa è troppo bassa: un fattore che ha un impatto enorme sulle politiche monetarie”.
Secondo Hoey, le autorità bancarie stanno mettendo in atto piani di incentivi molto aggressivi che sono solo in parte limitati dalle normative locali. Poichè il tasso d’inflazione resta ben al di sotto dei livelli obiettivo in molti Paesi, Hoey ritiene che le banche centrali continueranno ad adottare politiche espansive per sostenere la crescita economica.
“Nei Paesi sviluppati, gli effetti della crisi finanziaria stanno finalmente svanendo”, aggiunge ancora Hoey. Il costo per finanziare i titoli di Stato e le obbligazioni high yield è diminuito drasticamente negli Stati Uniti, in Europa e in Gran Bretagna, e tutte le economie più importanti si stanno lasciando alle spalle gli effetti collaterali dell’aumento del carico fiscale.