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Usa: economia avanza nel III trimestre, Pil migliore delle attese

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L’economia americana cresce trimestre dopo trimestre. Secondo le stime preliminari diffuse dal Dipartimento del Commercio americano, il Pil statunitense è aumentato del 3,5% annualizzato tra luglio e settembre rispetto al +4,6% registrato nel secondo trimestre. Il risultato ha sorpreso i mercati che si attendevano una economia in crescita del 3 per cento. Si tratta di uno dei semestri più forti dell’ultimo decennio. La seconda lettura è attesa il prossimo 25 novembre, mentre quella finale arriverà a dicembre. (clicca qui per visionare il comunicato ufficiale del dipartimento del commercio Usa)
 
Analizzando il dato è significativo il contributo delle spese governative, soprattutto per la difesa nazionale che ha mostrato una crescita del 16% su base annua. Si tratta del miglior dato dal secondo trimestre del 2009. Bene anche le esportazioni che sono salite del 7,8 per cento. “Osservando nello specifico le cifre tuttavia troviamo qualche ombra sulle componenti del Pil“, commenta Filippo Diodovich, market strategist di IG, che pone l’accento sulla questione consumi. “A deludere è soprattutto la crescita della spesa per consumi – aggiunge – Nel terzo trimestre la spesa per consumi ha mostrato un incremento dell’1,8%, in calo rispetto ai +2,5 del secondo trimestre. Abbastanza debole anche il dato sul mercato immobiliare che è aumentato dell’1,8% rispetto al +8,8% del trimestre precedente”. 
 
Nel penultimo trimestre dell’anno la crescita “è stata solida e in linea con molti indicatori che mostrano un miglioramento del mercato del lavoro, l’aumento della fiducia dei consumatori e la sicurezza energetica nazionale”, ha dichiarato Jason Furman, presidente del Council of Economic Advisers della Casa Bianca, commentando il dato odierno.
Anche se dalla crisi finanziaria l’economia statunitense “si è ripresa in maniera più solida rispetto alle altre economie mondiali e i dati recenti testimoniano che gli Stati Uniti continuano a guidare la ripresa globale – ha aggiunto Furman – Deve essere fatto ancora molto per stimolare la crescita sia negli Usa sia nel mondo, investendo in infrastrutture, nel manifatturiero e nell’innovazione”. Secondo Furman “bisogna garantire che i lavoratori sentano i benefici di questa crescita, aumentando il salario minimo e sostenendo l’equità nella retribuzione”.