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Usa: dati sul lavoro deludenti, improbabile rialzo tassi dalla Fed a ottobre

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Un rapporto sul mercato del lavoro americano deludente, tanto da seppellire ogni ipotesi di un rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve (Fed) a ottobre. A mancare le aspettative è stata soprattutto l’indicazione sul saldo delle buste paga nei settori non agricoli statunitensi (non-farm payrolls), cresciuto a settembre solo di 142 mila unità, mentre il dato di agosto è stato rivisto al ribasso (e non al rialzo, come invece accaduto ogni mese di agosto a partire dal 1999)
Come ogni primo venerdì del mese il dipartimento del lavoro Usa ha comunicato i dati sull’occupazione a stelle e strisce: a settembre la variazione delle buste paga nei settori non agricoli statunitensi è risultata positiva per 142 mila unità rispetto alle 136 mila unità di agosto (dato rivisto al ribasso da +173 mila), mancando le previsioni degli analisti che si attendevano un ritorno sopra le 200 mila unità. L’altra delusione è arrivata dal salario medio orario che è cresciuto “solo” del 2,2% rispetto al mese precedente, contro il +2,4% pronosticato dagli esperti. L’unico conforto è arrivato dal tasso di disoccupazione, che si è confermato al 5,1%, livello più basso da aprile 2008, centrando le attese del mercato. 
“Per una volta, questi numeri sul mercato del lavoro hanno dato un risultato inequivocabile. Inequivocabilmente negativo – ha commentato Rob Carnell, analista di Ing – Nessun aumento dei tassi di interesse è probabile questo mese. Ma solleva dubbi anche sulla probabilità di un aumento a dicembre, a meno che la Fed cambi le basi di valutazione su cui decide la sua politica monetaria”. 

La reazione del mercato
I deboli riscontri dal mercato del lavoro Usa, che spengono le attese di una prima stretta sui tassi negli Stati Uniti a ottobre, hanno scatenato nell’immediato la reazione dei mercati. Il rendimento del Treasury a 10 anni è sceso di slancio sotto la soglia del 2% scendendo fino all’1,93%, sui minimi dallo scorso aprile. Sul forex, il cross tra euro e dollaro è schizzato in avanti di circa una figura portandosi in area 1,127. Sull’azionario, le Borse europee hanno rallentato bruscamente finendo per la maggior parte (tranne Londra) in territorio negativo, mentre i future sugli indici statunitensi che prima della diffusione dei dati viaggiavano sopra la parità hanno virato in maniera decisa, preannunciando una partenza in deciso calo per Wall Street.