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Usa: crolla l’occupazione, Wachovia salvata da Wells Fargo

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Le peggiori aspettative sono state rispettate. Nel mese di settembre gli Stati Uniti hanno perso 159mila posti di lavoro, nettamente di più di quelli attese dagli analisti (105mila) e anche della media degli ultimi nove mesi (-76mila). Quello registrato oggi è infatti il nono mese consecutivo di contrazione.


Che i rischi fossero al rialzo d’altro canto era cosa risaputa dopo il crollo dell’ISM manifatturiero di settembre e in considerazione del primo impatto dei licenziamenti nel settore del credito avvenuti nel mese. Non a caso nonostante la caduta dell’occupazione abbia colpito tutti i comparti ad eccezione del settore pubblico, la componente servizi è calata di ben 82mila unità.

Il dato rinvigorisce ulteriormente l’attesa per una mossa a sorpresa citata dal Wall Street Journal, che ha riportato l’indiscrezione secondo cui la Fed starebbe considerando un taglio di emergenza ai tassi d’interesse. Tassi su cui appare sempre più certo un taglio di 50 punti base il prossimo 29 ottobre. E diventano anche più pressanti gli appelli, come quello lanciato ieri dall’ex numero uno degli strategist di Morgan Stanley, il guru Stephen Roach, per una azione concertata di allentamento monetario da parte di tutte le maggiori banche centrali.


Secondo un primo parere raccolto a caldo da Finanza.com presso un analista il dato sarebbe coerente con un trend ancora al rialzo. Anche Ian Shepherdson, capo economista per High Frequency Economics che ci saranno altri report dello stesso tenore di quello odierno. Per ottobre si attende così un dato peggiore o al massimo in linea con quello di settembre.


L’altro fatto di rilievo della giornata negli Stati Uniti ha riguardato un nuovo mega-merger bancario, questa volta tra Wachovia e Wells Fargo. Wachovia ha infatti accettato una proposta di integrazione effettuata che valuta la banca 15,1 miliardi di dollari. L’operazione sarà effettuata tramite uno scambio azionario che valuta ogni azione Wachovia 7 dollari. Wells Fargo ha sottolineato in una nota che l’operazione è stata conclusa senza la necessità di alcun sostegno da parte delle autorità federali. Il deal riguarda tutte le attività bancarie di Wachovia, anche quelle che in un primo momento sembravano dover essere acquisite da Citigroup.