USA, crescita fragile ma mercati ancora positivi

Inviato da Riccardo Designori il Mer, 24/07/2013 - 11:10

Di seguito pubblichiamo il commento settimanale sui mercati di Russ Koesterich, Global Chief Investment Strategist di BlackRock. Per l'esperto anche se l'occupazione cresce, le pubblicazioni dei dati della scorsa settimana confermano che la ripresa dell'economia rimane fragile. Il vero interrogativo, secondo Koesterich, è come mai se vengono creati nuovi posti di lavoro l'economia generale non migliora in modo rapido? Il vero problema per il gestore è la natura dei posti di lavoro creati, elemento che frena la crescita dei redditi delle famiglie e rende difficile la crescita dell'economia generale.




La scorsa settimana sono tornati sui mercati i temi della settimana precedente: il Presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, ha dichiarato che l'intervento di stretta della politica monetaria non avverrà in modo così rapido, come molti temevano; i titoli hanno toccato nuovi record massimi e i rendimenti dei Treasury sono scesi (i prezzi sono saliti).




In settimana l'indice Dow Jones Industrial Average ha guadagnato lo 0,5% toccando quota 15.543 (pochi punti in meno rispetto al nuovo record della seduta di giovedì) e l'indice S&P 500 ha chiuso segnando un nuovo record di 1.692 punti, in rialzo dello 0,7%. L'indice Nasdaq Composite invece è sceso dello 0,4% a 3.587 punti. Nei mercati del reddito fisso, il rendimento dei Treasury a dieci anni è sceso dal 2,59% al 2,48%.




Anche se l'occupazione cresce, le pubblicazioni dei dati della scorsa settimana confermano che la ripresa dell'economia rimane fragile. I dati della scorsa settimana comprendevano l'indice di fiducia dei consumatori (l'indice Conference Board), che ha segnato un andamento piatto nel mese di giugno (al di sotto delle aspettative della maggior parte degli analisti).




Inoltre, sia le nuove costruzioni sia i permessi di costruzione sono scesi lo scorso mese, indicando l'impatto negativo dell'aumento dei mutui ipotecari sul mercato immobiliare negli ultimi due mesi. Infine, le vendite retail di giugno sono state deludenti. Il dato chiave è stato discreto ma il guadagno ha riguardato perlopiù le vendite di automobili. Al di fuori di auto e benzina le vendite retail sono scese in realtà dello 0,1%, la prima contrazione in un anno.




Per quale motivo, se vengono creati nuovi posti di lavoro, l'economia generale non migliora in modo rapido? Il problema risiede nella natura dei posti di lavoro creati - molti lavori non corrispondono un salario adeguato e molti altri sono lavori part-time. E coloro che hanno un lavoro part-time sono alla ricerca continua di un lavoro a tempo pieno. Il 14,3% degli americani non lavora oppure è alla ricerca di un impiego a tempo pieno, secondo i dati di giugno, in rialzo dal 13,8% di maggio (contro un tasso di disoccupazione pari al 7,6%).




Questi fattori stanno frenando la crescita dei redditi della maggior parte delle famiglie, e in assenza di un aumento del reddito è molto difficile immaginare come l'economia generale possa crescere. Gli ultimi dati indicano che, su base aggiustata per l'inflazione, il reddito disponibile è in rialzo solo dell'1,1% su base annua, un dato molto debole secondo gli standard storici. Negli ultimi 50 anni, la crescita del reddito annuo ha toccato in media più del 3%. Attualmente la crescita del reddito è più debole rispetto alla crescita media degli ultimi tre anni, pari a +1,7%.




Questo significa che la crescita economica rimarrà debole. Nel breve verranno pubblicati i dati preliminari della crescita del Pil del secondo trimestre; le stime attuali prevedono una crescita dell'1,6%, al di sotto dell'1,8% del primo trimestre. 




Quale sarà l'impatto sui listini? Certamente i rendimenti non saranno negativi. I titoli azionari vedranno un incremento dei prezzi nei prossimi sei - dodici mesi. L'unione tra crescita debole, inflazione bassa e tassi di interesse relativamente contenuti farà salire i titoli nei prossimi 12 mesi. Tuttavia uno dei settori da trattare con prudenza è quello dei titoli legati ai consumi USA (come i ristoranti e le vendite al dettaglio). Le valutazioni di questo settore del mercato sono più care rispetto al mercato più generale.


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