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Usa: cosa aspettarsi da disoccupazione e payrolls. Le possibili mosse della Fed (analisti)

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Sale l’attesa per gli importanti dati sul mercato del lavoro americano di settembre, in uscita nel pomeriggio (ore 14.30 italiane). Secondo gli analisti, il tasso di disoccupazione Usa dovrebbe rimanere fermo al 5,1%, mentre le non-farm payrolls, la cosiddetta variazione degli occupati nei settori non agricoli, dovrebbero segnare 200mila nuove buste paga. Indicazioni che rivestono una importanza cruciale, perché guardate dalla Federal Reserve per decidere la tempistica sul primo rialzo dei tassi di interesse, e che in questa occasione assumono contori ancora più rilevanti, in un quadro di maggiore enfasi da parte dei membri Fed sulla possibilità di un rialzo dei tassi entro fine anno. Il fatto che la decisione di settembre di mantenere fermo il costo del denaro sia stata presa sul filo del rasoio, implica che basta molto poco per spostare l’ago della bilancia a favore di una prima stretta monetaria negli Stati Uniti.
Solo ieri John Williams, il membro votante del Fomc (il braccio operativo della Fed), ha sostenuto appropriato agire quest’anno e proseguire nel 2016, precisando che la riunione di ottobre è pronta per la svolta. Williams ha spiegato che l’economia americana continua a crescere a ritmo sostenuto, nonostante l’apprezzamento del dollaro, e che non c’è da preoccuparsi oltremodo sulla Cina. A lui si è aggiunto Jeffrey Lacker, presidente della Fed di Richmond, che ha rimarcato come un’azione a ottobre sia possibile e che un solido rapporto sul lavoro potrebbe convincere altri membri per alzare i tassi in tempi brevi. La prossima riunione della Fed è in calendario il 28 ottobre.
Il parere degli analisti
“I dati sul mercato del lavoro rappresentano, come sempre, l’elemento più critico della valutazione dell’economia da parte della Fed”, afferma Rob Carnell, analista di Ing, che si aspetta il ritorno delle non-farm payrolls sopra le 200mila unità a settembre, con una revisione al rialzo del dato di agosto (così come succede dal 1999), e un tasso di disoccupazione stabile al 5,1%, anche se non esclude una lieve inversione con un aumento al 5,2%. “Nel caso di un messaggio ancora misto da parte dei due dati, i salari potrebbero fornire la chiave di lettura per la Fed nella sua la valutazione”, suggerisce Carnell. I salari medi orario dovrebbero segnare, secondo il consensus di mercato, un aumento mensile del 2,40%, contro il precedente +2,20%. “Visto che la Fed è senza dubbio sensibile alle critiche che la pausa di settembre ha suscitato, con commenti negativi sulla forza dell’economia americana, la nostra sensazione è che questo renderà la possibilità di rialzo dei tassi a ottobre più realistica di quello che i mercati stanno attualmente valutando“, conclude l’analista di Ing.