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Usa: la congiuntura rimane positiva. Meno probabili nuove misure di stimolo

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I segnali in arrivo dall’economia

statunitense mostrano un andamento moderatamente positivo anche se è ancora
troppo presto per dire che la crisi è definitivamente alle spalle. Questo il
sunto di quanto è emerso dall’analisi delle minute del Federal Open Market
Committee dello scorso 13 marzo. Una riunione che ha di fatto escluso
l’adozione di nuove misure di stimolo dell’economia a meno che la congiuntura
viri improvvisamente al negativo. Ricordiamo che nella precedente riunione del Fomc, “alcuni”
membri si erano detti favorevoli all’adozione di un nuovo QE3.

Solo 2 membri a favore
di interventi, e solo se l’economia rallenta

Da quanto è stato diffuso ieri sera, invece, solo un paio di membri del Comitato
avrebbero votato a favore di un nuovo piano di allentamento quantitativo; e,
comunque, l’intervento diventerebbe indispensabile solo se “l’economia dovesse
perdere abbrivio o se l’inflazione dovesse attestarsi sotto l’obiettivo del 2%
sul medio termine”.
Il braccio operativo della Fed continua comunque ad osservare con attenzione il
mercato del lavoro: i recenti miglioramenti registrati dal livello
occupazionale “devono essere interpretati positivamente anche per il futuro
andamento del prodotto interno lordo del Paese”.

Immediata reazione del mercato: si rafforza il dollaro
Wall Street ha reagito negativamente chiudendo ieri sera in territorio
ampiamente negativo e allontanandosi dai massimi degli ultimi quattro
anni. Interessante la reazione sui mercati valutari: il dollaro statunitense si
è rafforzato nei confronti di tutte le valute e in particolare nei confronti
dell’euro. Il cross euro/dollaro è infatti sceso di oltre una figura testando quota
1,32.

Visioni contrastanti
Solamente qualche giorno fa il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke aveva dichiarato l’importanza
di favorire ulteriori progressi della congiuntura economica americana. In
particolare Bernanke aveva detto che per favorire il miglioramento del mercato
del lavoro è necessaria “una più rapida espansione della produzione e della
domanda da parte di consumatori e imprese, un processo che può essere sostenuto
proseguendo con politiche accomodanti”. Dello stesso tenore le
dichiarazioni di Bill Gross, gestore di Pimco, il più grande fondo
obbligazionario del mondo, che aveva detto che già a partire dalla prossima
riunione, in calendario per il 25 aprile, la Fed inizierà a discutere del
QE3.