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Usa, con questi dati macro Fed avanti tutta con QE

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I nuovi posti di lavoro dei settori non agricoli a settembre in Usa sono stati pari a 148 mila unità, contro le 180.000 del consenso. Il tasso di disoccupazione è sceso al 7,2%. Poco mosso il numero dei disoccupati fermo a 11,3 milioni di persone. Tra i vari settori, i rialzi hanno interessato il comparto delle costruzioni, del commercio all’ingrosso, dei trasporti e dei servizi finanziari. Contributi negativi sono arrivati dal settore del leisure e food&beverage.

Rivisti al rialzo i dati di agosto (a 193.000 da 169.000), mentre quelli di luglio sono stati abbassati a +89.000 da +104.000. Nel complesso la crescita occupazionale mensile media si sta portando rapidamente sotto la soglia delle 200.000 unità, ovvero la soglia più volte menzionata da alcuni governatori della Fed oltre la quale sarebbe scattato il tapering.

Con queste cifre la Fed non modificherà il proprio piano di acquisto titoli almeno nei prossimi tre mesi. Se consideriamo che i dati odierni non incorporano neanche le recenti tensioni legate allo shutdown e al debt ceiling, comprendiamo che il mercato sta scontando il fatto che le figure dei prossimi mesi potrebbero essere peggiori di quelle attuali.

Quanto esposto si sta riflettendo sui mercati attraverso forti vendite sul dollaro statunitense che sta perdendo terreno verso tutte le valute. Il Dollar Index ha aggiornato i minimi da febbraio scorso. Il cross Eur/Usd ha toccato i massimi da due anni a quota 1,3750 e potrebbe mettere pressione all’area 1,38 già in serata. Ottima reazione anche del comparto azionario, con l’S&P500 che potrebbe toccare oggi l’ambizioso target a 1.750 punti. Con la volatilità ai minimi per il Dax e l’S&P500 si aprono le strade per nuovi massimi storici.

VINCENZO LONGO
Market Strategist IG