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USA, cala l’aspettativa di vita. L’Italia per il momento tiene; ma per quanto ancora?

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 L’aspettativa di vita nelle economie dei Paesi sviluppati ha da tempo smesso di crescere a ritmi sostenuti. Ma il fatto che, numeri alla mano, inizi effettivamente a calare rappresenta un vero e proprio campanello d’allarme che invita a riflettere. Secondo una ricerca pubblicata dalla National center for health statistics, l’ultradecennale trend di crescita dell’aspettativa di vita negli Usa sarebbe oramai arrivato ai titoli di coda.

Nel corso del 2015 la vita media degli americani si è accorciata, e tale affermazione rappresenta una conferma del trend evidenziato negli ultimi quattro anni.
Dalla seconda guerra mondiale in poi l’aspettativa di vita negli Usa è continuata a crescere: il tutto grazie ai miglioramenti registrati sul fronte medico, al miglioramento della nutrizione, all’educazione e altri fattori che hanno migliorato il tenore di vita medio degli abitanti.

Da allora solo in altri due casi, sporadici, si è registrato un declino della vita media attesa: nel 1980, a causa di una stagione influenzale particolarmente pesante, e nel 1993, quando ci furono numerosi casi di malattie epidemiche.

Ora nel 2015 si è tornati a registrare una contrazione, e quello che maggiormente preoccupa è che probabilmente non siamo di fronte a un caso isolato ma rappresenta la naturale prosecuzione di un trend registrato negli ultimi anni.

Ma veniamo ai numeri.
Un americano nato nel 2015 può attendersi di vivere, mediamente, per 78 anni, 9 mesi e mezzo. Numeri inferiori ai nati nel 2014 (un mese in più) e anche ai nati nel 2012 (parliamo di qualche giorno in più). Anche se dobbiamo ricordare che solamente nel 1950 l’aspettativa di vita era nettamente inferiore, intorno ai 68 anni, questo trend risulta essere piuttosto allarmante.

Sarebbe interessante avere un confronto diretto con altre nazioni, Italia in primis, per capire se il trend è limitato agli Stati Uniti o se invece siamo di fronte a un vera e propria rivoluzione generazionale.
Scorrendo la classifica della vita attesa divisa per nazione, possiamo notare come gli Stati Uniti già nel 2014 (fonte CIA World Factbook, stime) non brillavano a livello mondiale posizionandosi al 42° posto su scala mondiale, alle spalle di Paesi dove la ricchezza e la possibilità di accesso alle strutture sanitarie, ad esempio, sono sicuramente inferiori.

Senza voler entrare troppo in dettagli legati a fattori correlati, come ad esempio la qualità della qualità dell’alimentazione, possiamo notare come l’Italia, forse anche grazie alla dieta mediterranea, mostrava una classifica decisamente più incoraggiante (3° al mondo), con una aspettativa di vita alla nascita (dati 2014) pari a 84,84 anni medi, 83,8 anni per gli uomini e 85,82 anni medi di aspetttative per le donne.

Numeri su cui riflettere, dicevamo, soprattutto alla luce di possibili trattati internazionali (vedi TTIP) che potrebbero cercare di uniformare gli stili di vita su scala mondiale. Qualcuno direbbe: effetti collaterali della globalizazzione….