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Us: segnali di ripresa dall’indice ISM manifatturiero

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L’indice ISM manifatturiero nel mese di marzo è inaspettatamente salito a quota 48,6 dai 48,3 punti del mese precedente. Superate le stime degli analisti ferme a 47,9. Entrando nel dettaglio delle singole componenti, commenta Ian Shepherdson, capo economista della High Frequency Economics, a fronte di un netto miglioramento delle componenti ritardate, e principalmente occupazione e consegne, si registra ina contrazione delle componenti anticipatrici, e principalmente dei nuovi ordinativi e della produzione. In particolare gli ordini hanno registrato il nuovo minimo degli ultimi 7 anni a quota 46,5 punti dai 49,1 della lettura precedente, mentre la componente produzione è calata a 48,7 punti dai 50,7 punti precedenti. Se le componenti anticipatrici, precisa l’economista, rimarranno a questi livelli, l’indice ISM cadrà velocemente in area 46 punti, un valore prossimo a quello che storicamente viene associato alla recessione. Secondo Sheperdson c’è comunque spazio per uno spiraglio di ottimismo con le esportazioni che si mantengono particolarmente sostenute in un contesto di contrazione delle importazioni.