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Unipol: parte la sfida Bnl, obiettivo il 4° gruppo finanziario d’Italia

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Rien ne va plus. Dopo giornate di intense trattative con gli aderenti al Contropatto di via Veneto, Unipol ha raggiunto i tanto sospirati accordi con Francesco Caltagirone e soci, e ha calato l’asso. Grazie ad una ragnatela di alleanze con le parti più eterogenee (si va dalle Coop al finanziere Emilio Gnutti passando per alcune popolari italiane e istituti esteri), legate ora alla compagnia guidata da Giovanni Consorte da un intreccio di patti “parasociali” zeppi di clausole, Unipol ha schierato le legioni per tentare la conquista della banca romana contesa con gli spagnoli del Bilbao. La partita sembra in discesa: i bolognesi possono contare sul 41% circa del capitale grazie ai pacchetti che acquisiti in conto proprio e dagli alleati, e sul 59% restante lanceranno un’opa a 2,7 euro per azione in contanti, la stessa cifra pagata al Contropatto (se fossero consegnate tutte le azioni la spesa sarebbe di 4,93 miliardi di euro). Una mossa questa che costringerà il Banco Bilbao a esporsi finanziariamente se vorrà ribaltare le sorti della partita. Gli spagnoli offrono infatti esclusivamente “carta” Bbva per le azioni Bnl, valorizzata 2,52 euro al momento in cui l’operazione è stata lanciata. Per convincere il mercato bisognerebbe stravolgere l’offerta e superare Unipol in una offerta cash. In caso contrario probabilmente anche Generali e Diego Della Valle potrebbero cedere alla cordata di Consorte.
L’opa “italiana” dovrebbe partire, secondo quanto dichiarato dal proponente, a settembre. Per farsene carico Unipol, che si è accollata l’onere esclusivo nonostante abbia firmato con i sodali una serie di patti definiti “parasociali”, procederà ad un aumento di capitale da 2,6 miliardi di euro, una cifra ben superiore alla attuale capitalizzazione della società. Pronte anche dismissioni per 1,5 miliardi nell’arco dei prossimi due anni e prestiti subordinati per 1,2 miliardi.
Il progetto sottostante, solo abbozzato questa mattina, prevede la realizzazione di economie di scala nella bancassurance grazie alla possibilità di sfruttare, nella vendita dei prodotti, i bacini di utenza di tutte e due le società. L’entità, se dovesse prendere corpo, darebbe vita al quarto gruppo finanziario del paese con circa 9 milioni di clienti, 1869 agenzie assicurative, circa 1000 sportelli e 400 promotori. I costi di ristrutturazione ammonteranno a 206 milioni di euro, una cifra decisamente inferiore a quanto dichiarato da Banco Bilbao in sede di presentazione della propria offerta. I baschi avevano parlato, solo riguardo alla situazione delle sofferenze Bnl, di 845 milioni di svalutazioni per “pulire” tutto il portafoglio e portarlo agli standard della casa madre.
Nel frattempo in mattinata i protagonisti del contropatto sono passati alla riscossione, previa consegna dei rispettivi pacchetti (dovrebbe essere passato circa il 23,6% al momento), mentre in mattinata la Banca popolare dell’Emilia Romagna, che non è entrata nella ragnatela di patti, ha annunciato di aver acquistato, allo stesso prezzo, 60 milioni di pezzi, pari al 2% circa del capitale.