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Unione Petrolifera: rincaro carburanti dovuto a tensioni geopolitiche e scorte in calo

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“Le rinnovate tensioni geopolitiche delle ultime settimane, unitamente alle questioni iraniana e nigeriana in primis, alle scorte in calo e agli stop non previsti di alcune raffinerie negli Stati Uniti in vista della transizione verso la cosiddetta stagione della benzina, hanno posto le basi per una ripresa delle quotazioni dei greggi e dei prodotti scambiati sulle piazze internazionali, tornate sui picchi massimi registrati nello scorso mese di settembre”. E’ quanto osserva l’Unione Petrolifera, rilevando come la benzina nel Mediterraneo sia infatti tornata a superare i 600 dollari/tonnellata, come già aveva fatto tra fine agosto e inizio settembre 2006. Nello stesso periodo il prezzo industriale della benzina è invece passato da 0,514 a 0,452 euro/litro, con una flessione di 0,062 euro/litro (120 lire/litro) di cui solo 0,009 dovuti all’effetto del cambio. Meno evidente, ma comunque sensibile, il movimento del gasolio che, rispetto agli stessi valori di sei mesi fa, per effetto del cambio sui mercati internazionali è diminuito di 0,014 euro/litro, a fronte di un prezzo industriale sceso a 0,058 euro/litro (112 lire/litro).