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Unione europea e Svizzera siglano accordo su tassazione utili imprese

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Annunciato il mese scorso, oggi Svizzera e Unione europea hanno raggiunto un accordo in cui i due contendenti sembrano aver posto fine al contenzioso che durava dal lontano 2005 circa la fiscalità delle imprese.

Bruxelles accusava la Svizzera per le modalità con cui i Cantoni della Federazione potevano disegnare un’imposizione fiscale più favorevole sugli utili prodotti fuori dalla Svizzera rispetto a quelli prodotti internamente.

Questa specificità fiscale era nota anche con il nome di “anello di difesa” e ha contribuito, tra le varie cose, ad attrarre migliaia di aziende straniere in Svizzera.

“Questo è un passo importante per noi”, ha dichiarato Jacques de Watteville, segretario di Stato per gli Affari finanziari internazionali, nel corso della conferenza stampa a Berna dopo la firma dell’accordo, ricordando come “le trattative con l’Unione europea sui regimi fiscali dei cantoni sono andate avanti per nove anni”.

“L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE, ndr) ha facilitato l’impresa, visto che anche in quel contesto si è sviluppato un processo simile”, ha aggiunto Watteville, ribadendo la volontà elvetica di “rispettare gli standard internazionali”.

L’accordo odierno rappresenta un segnale di dialogo positivo tra Bruxelles e Berna. Dopo l’esito del referendum popolare per la reintroduzione di quote sugli stranieri, compresi i cittadini dell’Unione europea, i rapporti tra Berna e Bruxelles negli ultimi mesi erano stati abbastanza tesi.

Ora l’accordo sulla fiscalità delle imprese dovrebbe spingere alcuni stati membri dell’Unione europea ad eliminare le contromisure escogitate per penalizzare il passaggio delle aziende in Svizzera.

In particolar modo dovrebbe capitolare la norma che prevedeva maggiori oneri burocratici cui erano costrette le aziende con sede in Svizzera.