Unioncamere: occupazione, più spazio al merito

Inviato da Redazione il Lun, 09/08/2010 - 15:50
Anche se la conoscenza diretta e il passaparola continuano a essere i canali più utilizzati nella ricerca del personale, sale il numero di aziende che decide di affidarsi agli intermediari professionali che si focalizzano soprattutto su una buona qualificazione professionale e la capacità di affrontare un colloquio di selezione. Una tendenza messa in luce dal sistema informativo Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro. Sebbene i cosiddetti "canali interni" , ossia la conoscenza diretta e le segnalazioni, siano stati utilizzati nel 2009 da quasi la metà delle imprese per la selezione dei candidati, rispetto all'anno passato questa modalità ha perso appeal rispetto alle altre, soprattutto rispetto a quelle che prevedono l'intervento di soggetti facilitatori dell'incontro domanda-offerta di lavoro. I canali di tipo informale, mediamente preferiti dalle piccole imprese, dall'industria rispetto ai servizi, e molto più diffusi nel Mezzogiorno che nel resto del Paese, sono stati utilizzati dal 49,7% delle aziende, il 4% in meno rispetto al 2008. "Ciò dipende dal fatto che le imprese che assumono sono soprattutto quelle più strutturate, che solitamente fanno meno affidamento alle segnalazioni per la selezione del personale e che anche quest'anno ricercano prevalentemente profili professionali qualificati", spiega Unioncamere. Un interesse crescente lo assumono gli intermediari professionali, quali agenzie di somministrazione (di lavoro interinale), società di ricerca e selezione, associazioni di categoria e internet. Nel 2009 vi ha fatto ricorso oltre il 10% delle imprese, quasi 2 punti in più rispetto al 2008 e oltre tre punti in più rispetto al 2006. L'interesse aumenta con le dimensioni aziendali (da poco più dell'8% tra le piccole imprese al 27-29% superati i 250 dipendenti), è più diffuso nell'industria rispetto ai servizi (10,9 e 9,8%), mentre decresce considerevolmente passando dal Nord al Sud del Paese (da oltre il 13% al 5,4%). E se quotidiani e stampa specializzata hanno registrato solo un minimo incremento, gli operatori istituzionali (centri per l'impiego) hanno invece messo a segno un contenuto ma significativo incremento di consultazioni da parte delle imprese alla ricerca di nuovo personale, coinvolgendo dal 4,4% al 6,3% delle imprese in cerca di personale.
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