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Union Investment vede il Nikkei a quota 17mila punti nel 2006

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Gli economisti di Union Investment mettono in evidenza che, in un contesto generale positivo, è soprattutto la Borsa giapponese a presentarsi in condizioni di solidità. Un crescente ottimismo congiunturale, fondato su dati d’esportazione sostenuti e su una forte domanda interna, affiancati da risultati aziendali spesso superiori alle aspettative, hanno costituito uno stimolo fondamentale per lo svolgersi degli eventi. Oltre a ciò, il dollaro statunitense ha mostrato a lungo termine una forza evidente nei confronti dello yen, agevolando soprattutto le esportazioni da parte dei produttori del settore automobilistico. Anche i titoli bancari, alla luce dei bilanci in forte rialzo, hanno saputo guadagnarsi la fiducia degli investitori. Quelli stranieri in particolare avevano operato sul mercato giapponese in qualità di compratori, contribuendo in modo determinante alla crescita del mercato. “In un ottica generale”, affermano da Union Investment, “valutiamo il mercato azionario giapponese con ottimismo. Tuttavia, è ipotizzabile, a causa dei recenti forti rialzi dei corsi, che si assista a breve a una pausa per riprendere fiato. Non prevediamo in ogni caso nessuna drammatica correzione dei corsi, anche se ci sembra che attualmente domini un atteggiamento temporeggiante nei confronti del mercato giapponese. Ma il contesto resta a nostro giudizio positivo in avvenire. In particolare, ci sembra che un crescente processo di risanamento congiunturale possa essere garante di una nuova disponibilità di corsi a media scadenza”. Inoltre, la debolezza dello yen rispetto al dollaro favorisce specialmente il settore dell’esportazione. Anche da parte delle aziende potrebbero giungere impulsi positivi durevoli. In particolare, un atteso aumento delle previsioni di guadagno per il corrente anno fiscale dovrebbe determinare un potenziale di aumento favorevole anche per il livello di valutazione. Tra i settori con possibili revisioni di profitti, gli esperti della banca tedesca citano quelle relative alle materie prime, all’ingegneria meccanica e agli investimenti, così come ai trasporti e alla navigazione. Inoltre sembra che anche le aziende del settore elettronico possano approfittare della congiuntura mondiale, perciò non sono escluse piacevoli sorprese anche in questo mercato. In tale contesto è da segnalare con particolare evidenza il settore bancario che dalla ripresa della congiuntura interna potrebbe trarre vantaggi più di qualsiasi altro. Oltre a ciò, anche la solida e persistente congiuntura statunitense e altri segnali della fine della deflazione supportano la futura evoluzione del mercato. “Perciò, mentre nel futuro immediato ci aspettiamo uno sviluppo contenuto, per quanto riguarda il Nikkei riteniamo assolutamente raggiungibile nel corso del 2006 quota 17.000 punti”, concludono da Union Investment.