Union Investment: difficile che tassi Usa superino limite 5%

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Il tema inflazione susciterà grande attenzione anche per il prossimo anno. Parola degli analisti di Union Investment, che mettono in evidenza che “il costo del petrolio e delle materie prime si manterrà elevato soprattutto a causa dell’incontrollata richiesta da parte dei paesi asiatici e ciò farà sì che negli Stati Uniti perduri un’alta tendenza inflazionistica”. “Il tasso base”, proseguono gli esperti, “alleggerito delle componenti volatili, dovrebbe tuttavia restare sotto controllo, poiché se è vero che sussiste la possibilità per un rialzo dei salari, è altrettanto vero che questa è limitata. In tale scenario, la Federal Reserve procederà verso un moderato aumento di interessi anche sotto la nuova presidenza di Ben Bernanke. Non si prevede comunque un improvviso cambio di strategia. Con un tasso per i fondi Fed intorno al 4,5%, il rialzo degli interessi dovrebbe però giungere lentamente al termine nella prima metà dell’anno. Sul fronte della congiuntura non c’è da aspettarsi in questo caso nessuna corrente contraria. Una forte crescita economica pari alla crescita potenziale (di circa il 3%) non cela probabilmente nessun ulteriore rischio di inflazione”. E per quanto riguarda la seconda metà del 2006? “La congiuntura”, proseguono da Union Investment, “potrebbe addirittura ridursi, dato che soprattutto la richiesta privata nel settore dei consumi apparirà compromessa dagli alti interessi e dai costi in discesa dei beni immobili. Nel vortice del rialzo degli interessi sono ipotizzabili aumenti anche per le rendite Treasury. Tuttavia, è improbabile che si verifichi un superamento del limite del 5%. La curva degli interessi resta pertanto presumibilmente molto debole”.