Unicredit verso la doppia direzione generale: Ghizzoni tende la mano a Nicastro ed Ermotti

Inviato da Micaela Osella il Gio, 14/10/2010 - 14:13

Tanto tuonò che piovve. L'amministratore delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni, l'ha spuntata anche sul tassello della direzione generale. E' passata la linea della doppia direzione generale, come nei suoi piani fin dall'inizio. Ghizzoni ha deciso di offrire la direzione generale a Roberto Nicastro, attuale vice Ceo con responsabilità nel retail, e a Sergio Ermotti, oggi vice amministratore delegato del gruppo responsabile dell'investment banking.

Mentre all'altro vice a.d, Paolo Fiorentino, è stato riservato l'incarico di direttore operativo. Per il sigillo ufficiale bisognerà aspettare la prossima settimana quando è prevista la convocazione del Consiglio di amministrazione, passo obbligato per ratificare le nomine. Secondo quanto confermato da fonti finanziarie vicine alla banca l'appuntamento si terrà con molta probabilità nella seconda metà della settimana e non prima per ragioni di agenda, visti gli impegni dei consiglieri.

La decisione è maturata in tempi stretti in Piazza Cordusio sotto le pressioni del governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi. Con l'imprimatur arrivato stamattina: Ghizzoni è stato oggi in Banca d'Italia. Secondo quanto si apprende, la visita del banchiere era stata fissata da tempo e si è trattato di un evento a porte chiuse con altri partecipanti. Dall'uscita di Alessandro Profumo sono passate tre settimane e ridefinire la seconda linea della governance era un passo obbligato per tranquillizzare il mercato e i soci azionisti. Piazza Affari resta però fredda alla notizia: il titolo Unicredit continua a scambiare sotto la parità (-0,74%) a 1,875 euro.
 
"Hanno cambiato tutto per non cambiare niente", commenta un analista di una primaria banca estera interpellato da Finanza.com, sostenendo che la decisione di privilegiare la strada della doppia direzione generale in Unicredit "è una soluzione di compromesso per fare in modo che il vecchio management rimanga all'interno della banca, soprattutto per non perdere quei manager che hanno il polso dell'istituto".
 
C'è chi sostiene che non si tratta della migliore scelta in quanto "il rischio principale adesso è quello di trovarsi di fronte a un periodo di continuità, mentre Unicredit è una banca che ha bisogno di una profonda ristrutturazione e una personalità esterna avrebbe certamente potuto dare un impulso maggiore al rinnovamento". 
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