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Unicredit vara maxi-aumento di capitale da 13 miliardi, 6500 esuberi entro il 2019

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L’ambizioso piano di rafforzamento patrimoniale di Unicredit poggia le sue basi su un maxi-aumento di capitale da 13 miliardi di euro. La ricapitalizzazione, da sottoporre all’approvazione dell’assemblea straordinaria degli azionisti convocata per il 12 gennaio 2017 e da eseguirsi entro giugno 2017, risulta interamente garantita in termini di ammontare da parte di un consorzio formato da primarie banche internazionali che hanno sottoscritto un pre-underwriting agreement ai sensi del quale si sono impegnate a sottoscrivere un underwriting agreement avente per oggetto la sottoscrizione delle nuove azioni eventualmente non sottoscritte all’esito dell’asta dei diritti inoptati, fino a concorrenza di 13 miliardi di euro. L’assemblea straordinaria sarà inoltre chiamata ad approvare un raggruppamento azioni Unicredit nel rapporto di 1 nuova azione ordinaria avente godimento regolare ogni 10 azioni ordinarie esistenti e di 1 nuova azione di risparmio avente godimento regolare ogni 10 azioni di risparmio esistenti.

Il nuovo piano strategico al 2019 predisposto dal ceo Jean Pier Mustier prevede una maggiore riduzione della forza lavoro rispetto al piano precedente. Il piano Transform 2019 prevede infatti ulteriori 6.500 esuberi netti entro il 2019, per una riduzione totale netta degli dipendenti a tempo pieno di circa 14.000 unità entro il 2019, con un risparmio dei costi per il personale pari a 1,1 miliardi di euro.

Dividendi cash del 20-50% (ma niente cedola per il 2016)
Il nuovo piano prevede la trasformazione del modello di business di Unicredit, prevede ricavi in crescita dello 0,6% per anno e un utile netto di 4,7 miliardi a fine periodo, con costi in calo a 10,6 miliardi per un rapporto costi/ricavi sotto al 52%. In miglioramento anche i coefficienti patrimoniali: il CET1 fully loaded salirà dal 10,8% nel 2016 a oltre il 12,5% nel 2019.
“Stiamo attuando misure decise per gestire i problemi, ereditati dal passato, dei crediti deteriorati lordi allo scopo di migliorare e sostenere la futura redditività corrente e diventare una delle banche più attrattive d’Europa“, ha detto Jean Pierre Mustier, amministratore delegato di Unicredit. L’istituto di piazza Gae Aulenti prevede di generare un rendimento del patrimonio netto tangibile (RoTE) superiore al 9% nel 2019 e di attuare una politica di distribuzione di dividendi cash nell’ordine del 20-50% (ma nessun dividendo per il 2016).

Cessione di 17,7 mld di sofferenze lorde
Unicredit ha siglato due accordi separati con Fortress e Pimco per la cessione di un portafoglio di crediti in sofferenza (Npl) pari a 17,7 miliardi di euro. L’operazione, congiuntamente alla cessione di una quota di Bank Pekao e all’intera vendita di Pioneer ad Amundi, rientra nella strategia annunciata da Unicredit lo scorso 11 luglio e incentrata sul rafforzamento e l’ottimizzazione della posizione patrimoniale e della qualità del credito.
L’accordo con Fortress e Pimco dovrebbe essere completato entro la fine del primo semestre del 2017 subordinatamente alle consuete condizioni di efficacia e prevede che il portafoglio di NPL vengano trasferiti a due società veicolo in cui Unicredit avrà una partecipazione di minoranza. “L’operazione è un ulteriore passo nella direzione strategica che abbiamo annunciato nel luglio di quest’anno”, rimarca Jean Pierre Mustier.