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Unicredit: utili trimestrali nettamente sopra le attese, in Italia rallenta il deterioramento del credito

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Unicredit ha archiviato il primo trimestre con un utile netto in crescita del 2,8% a 449 milioni di euro, al netto delle operazioni di riacquisto, rispetto ai 436 milioni dell’analogo periodo dell’anno scorso e contro una perdita normalizzata di 124 milioni di euro riportata nel quarto trimestre 2012. Il dato è nettamente migliore delle attese degli analisti di Bloomberg che avevano pronosticato profitti per 126,2 milioni di euro.

In crescita del 5,6% su base trimestrale i ricavi, sempre al netto delle  operazioni di riacquisto, che si sono attestati a 6,08 miliardi di euro rispetto ad un’attesa di 5,9 miliardi di euro. Su base annua il fatturato è sceso del 5,2% se si esclude il riacquisto di obbligazioni. A livello regionale, i ricavi hanno segnato un forte aumento in Europa occidentale (+11,2% su base trimestrale al netto delle operazioni di riacquisto) grazie al margine d’interesse stabile e alla crescita delle commissioni e dei ricavi da negoziazione. In area Cee e Polonia l’andamento dei ricavi (‐6,3% su base trimestrale) è stato determinato in particolare da elementi straordinari e dalla stagionalità delle commissioni.

In Italia rallenta il deterioramento del credito: le rettifiche nette su crediti sono diminuite del 9,3% rispetto a dodici mesi fa (‐73,3% sul trimestre), giungendo a 1,2 miliardi e tornando a un livello inferiore dopo le iniziative di miglioramento della copertura messe in atto nel quarto trimestre dello scorso esercizio, che comprendevano misure per un valore di 2,1 miliardi di accantonamenti adottate per migliorare la copertura di determinate categorie di crediti deteriorati in Italia. Sono confermate le prospettive per il 2013, con accantonamenti a regime inferiori rispetto al 2012.

Il margine d’interesse è stato pari a 3,3 miliardi di euro, in flessione dello 0,6% rispetto ai tre mesi precedenti. Le commissioni sono aumentate a 2 miliardi, in crescita del 2,1% rispetto all’ultimo periodo del 2012, grazie ai servizi d’investimento e alle commissioni sui servizi di finanziamento. Su base annua le commissioni sono aumentate dello 0,7% grazie ai servizi d’investimento. L’utile totale da negoziazione è stato pari a 650 milioni, in crescita sia annua (+10,9%) che trimestrale (+125,5%) al netto delle operazioni di riacquisto, grazie alle condizioni favorevoli dei mercati a inizio trimestre. Il margine operativo lordo (‐10,1% annuo e +11,8% trimestrale) è ammontato a 2,3 miliardi e i costi operativi a 3,8 miliardi (‐1,8 % annuo, +2,1% trimestrale) .

Il Core Tier 1 Ratio a marzo è pari all’11,03%, in crescita di 19 punti base rispetto al dicembre 2012, in particolare grazie agli utili non distribuiti e alla riduzione degli attivi ponderati per il rischio. Inoltre, l’impatto derivante dalla vendita del 9,1% in Pekao (+21 punti base) ha più che compensato la variazione normativa prevista sul consolidamento delle partecipazioni in compagnie di assicurazione. I coefficienti patrimoniali considerano già l’accantonamento di un dividendo di 9 centesimi per azione nel 2013, in linea con il dividendo pagato nel 2012. Anche le iniziative seguenti concorreranno ad aumentare il CT1: la cessione di ATF genererà un aumento di 10 punti; alla chiusura la vendita del ramo assicurativo Yapi comporterà un’aggiunta di 6 punti base e l’operazione di riacquisto titoli di aprile 2013 ne apporterà altri 4. Il CET1 (Common Equity Tier 1), anticipando pienamente gli effetti di Basilea 3, è pari al 9,46%, mentre è al 9,64% se si considerano le iniziative sopra descritte, il cui impatto è di 18 punti base secondo Basilea 3.

“Nel primo trimestre 2013 Unicredit ha ottenuto un utile netto di 449 milioni, confermando così la capacità di migliorare la redditività nonostante il contesto macroeconomico continui a essere ancora molto difficile, soprattutto in Italia“, ha commentato l’amministratore delegato Federico Ghizzoni. “Questo risultato positivo è stato raggiunto grazie alla crescita dei ricavi, ad accantonamenti che sono tornati a livelli di normalità, a un ottimo andamento dell’attività di negoziazione e alla costante implementazione del piano strategico. La nuova struttura del gruppo inizia a mostrare i primi risultati positivi e continuano il focus sul contenimento dei costi e la rifocalizzazione delle attività nell’Europa dell’Est. Il modello di grande banca commerciale, basata su una forte solidità patrimoniale e su una consolidata dimensione internazionale, ci consente di giocare un ruolo sempre più rilevante in Europa per la crescita dell’economia reale, delle famiglie e delle imprese. È importante sottolineare come alla crescita dell’utile netto del trimestre l’attività della banca nei Paesi dell’Europa occidentale abbia contribuito in maniera rilevante. In Italia, per il secondo trimestre consecutivo, i flussi di nuovi crediti deteriorati sono diminuiti“.