1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Dati Bilancio Italia ›› 

Unicredit: utile trimestrale in calo e sotto le attese, ma migliora il capitale

QUOTAZIONI Unicredit
FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Unicredit ha archiviato il terzo trimestre con utili in calo più del previsto, ma la qualità del credito è migliorata grazie alla cessione di crediti deteriorati. Oltre ai conti, oggi è anche il giorno in cui si deciderà il futuro di Pioneer in quanto è prevista la scadenza del termine per la presentazione delle offerte vincolanti. Il prossimo appuntamenti con Gae Aulenti sarà poi il 13 dicembre, con la presentazione a Londra del piano industriale. Intanto il titolo a Piazza Affari rimane di buon umore segnando un rialzo di oltre 4 punti percentuali.

L’utile netto di Unicredit si è attestato a 447 milioni di euro nel terzo trimestre dell’anno, in flessione del 34,9% rispetto al periodo precedente e dell’11,8% rispetto all’anno prima. Riscontri leggermente sotto i 458 milioni delle attese degli analisti (consensus Bloomberg). Nei primi nove mesi l’utile netto ha raggiunto 1,8 miliardi evidenziando una crescita del 14,7%. Tornando al periodo luglio-settembre i ricavi sono saliti del 2,3% a 5,5 miliardi di euro, sopra i 5,3 miliardi previsti dal consenso.
La qualità dell’attivo è migliorata, con crediti deteriorati lordi in diminuzione del 5% a 76,8 miliardi e con un rapporto tra crediti deteriorati netti e totale dei crediti netti del 7,6% grazie alle cessioni e ai maggiori incassi. Il tasso di copertura è stato del 52,6% (+0,2%). Le sofferenze lorde sono rimaste stabili a 51,3 miliardi nel trimestre, con un tasso di copertura al 61,9%.

Cinque offerte per Pioneer
Oggi Unicredit dovrà decidere anche del futuro di Pioneer. Sul tavolo degli advisor JP Morgan e Morgan Stanley dovrebbero transitare cinque offerte per l’acquisto della società di asset management di piazza Gae Aulenti: quella presentata da Amundi, quella di Ameriprise Financial, la proposta avanzata dal consorzio composto da Poste, Cdp e Anima, e le ultime arrivate dall’australiana Macquarie e da Aberdeen Asset Management. Si parla di una base d’asta di 3,5 miliardi di euro. Un’esclusiva non dovrebbe però essere concessa, secondo quanto ha riportato Il Sole 24 Ore, prima di dicembre, visto che il 13 dello stesso mese la banca presenterà a Londra il piano industriale.