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Unicredit: stretta sui tempi per la nomina del direttore generale, Nicastro in pole

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E’ destinata ad alzarsi presto la nebbia in Piazza Cordusio. Gli ultimi tasselli del rebus governance di Unicredit non sono ancora stati sistemati, ma sarebbe questione di due o tre giorni. Per l’amministratore delegato della banca, Federico Ghizzoni, sono giornate intense di fusi orari e telefonate, di appuntamenti e di pressioni per riuscire a trovare una soluzione che soddisfi tutti. 

 

L’ipotesi su cui ci si orienta è quella di un direttore generale unico con l’introduzione anche di un direttore operativo. Una figura già presente in diversi grandi gruppi. Ha preso piede fin dall’inizio la soluzione interna che riguarderà, in prima battuta, i tre attuali vice ceo: Roberto Nicastro (Retail), Paolo Fiorentino (Gbs strategic business), Sergio Ermotti (Corporate e Investment banking).

 

Nelle ultime ore la candidatura di Nicastro sembra essere quella che ha saputo riscuotere maggiori consensi. Ma non sono escluse sorprese a tredici giorni dopo l’uscita teatrale di Alessandro Profumo. Per Ermotti resta da trovare una collocazione adeguata, se Nicastro si aggiudicherà la poltrona di dg. L’obiettivo di Ghizzoni è quello di dare continuità alla banca, senza perdere lungo la strada professionalità.

Al momento non è ancora stato convocato il consiglio di amministrazione di Unicredit, nonostante l’intenzione sia quella di chiudere presto. Lo riferiscono fonti vicine alla banca, che non escludono che a stretto giro, si arrivi comunque a limare i dettagli. Per convocare un board bastano solo 24 ore di preavviso ed è la strada obbligata per ratificare un’eventuale nomina che deve passare anche attraverso un comitato apposito.


Sul tavolo adesso c’è un’unica certezza: già oggi proseguiranno i colloqui al vertice per superare l’impasse e arrivare ad una soluzione condivisa. Mentre ieri sono poi riprese le trattative, che andranno avanti anche oggi e giovedì tra azienda e sindacati sui 4.700 esuberi. Trattative portate avanti in un clima disteso con la volontà di raggiungere un accordo entro la fine del mese.
  
Le discussioni, riavviate la scorsa settimana tra le sigle sindacali e il responsabile delle relazioni industriali di Piazza Cordusio Angelo Carletta, su questo fronte sembrano già essere a buon punto, mentre non è stata ancora individuata la ripartizione regionale delle uscite. Questa verrà affrontata di pari passo con l’individuazione dei dipendenti che lasceranno il Gruppo. L’impianto della trattativa è incentrato su esodi volontari e incentivati (anche con 36 anni di servizio, anziché 40) con un obiettivo di 3.000 fuoriuscite per il 2013.