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UniCredit: sottotono dopo le indiscrezioni del Financial Times, si attende il piano strategico entro fine anno

QUOTAZIONI Unicredit
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Mattinata sottotono per UniCredit, che al momento registra la peggior performance del settore bancario. Sul titolo pesano alcune indiscrezioni fatte circolare in mattinata dal Financial Times secondo cui l’ammontare di capitale fresco che l’istituto dovrebbe richiedere al mercato per il prossimo aumento di capitale si aggirerebbe intorno ai 10 miliardi di euro. 

Sempre secondo il giornale britannico, UniCredit sta valutando varie alternative da affiancare all’aumento di capitale. Oltre alla cessione della quota di Bank Pekao, il board guidato dall’Ad Jean Pierre Mustier vorrebbe cedere l’intera quota di Pioneer. 

Mentre sul fronte Bank Pekao il governo polacco ha espresso la volontà di voler procedere con l’acquisto di una quota dell’istituto, per riportarlo sotto il controllo pubblico, per Pioneer non sono ancora state avviate trattative ufficiali. Alcune prime indiscrezioni avevano riportato la possibilità di una fusione con Eurizon, il colosso del risparmio gestito di Intesa SanPaolo. Ieri invece alcuni giornali avevano alimentato le voci circa l’interessamento al dossier Pioneer da parte di Poste Italiane.

Per gli analisti di Mediobanca Securities “Riteniamo che per Poste Italiane vi siano altre priorità in questo momento. Siamo quindi scettici circa la possibilità che Poste Italiane potrebbe andare avanti con l’acquisto di una quota consistente in Piooner”.

Ricordiamo che la banca di Piazza Gae Aulenti ha conferito il mandato di esplorare possibili soluzioni per la vendita, acquisizione o IPO di Pioneer a JP Morgan, per il quale rimangono varie piste da sondare. La valutazione data da Unicredit a Pioneer è di circa 3 miliardi di euro. 

Gli investitori rimangono alla finestra, aspettando il piano strategico che dovrebbe essere stilato entro fine anno. In questo documento dovrebbero essere delineati con più chiarezza i piani per risollevare il Core Tier 1 dell’istituto che a fine giugno si attestava al 10,3%, in seguito ai risultati degli stress test pubblicati dall’Eba