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Unicredit: si offre per la polacca Bgz ma pensa a lasciare l’Ucraina

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Unicredit ha fatto un’offerta preliminare per acquisire la banca polacca Bank Gospodarki Zywnosciowej (Bgz), controllata al 98% da Rabobank. Lo ha detto l’amministratore delegato di Piazza Cordusio, Federico Ghizzoni, in un incontro con i giornalisti e come riportato da Bloomberg, confermando così quando dichiarato agli inizi di luglio. In quell’occasione l’Ad aveva rivelato di essere alla ricerca di occasioni nel Paese est-europeo. “Vogliamo crescere in Polonia, un Paese centrale per noi. Abbiamo fatto un’offerta preliminare per Bgz, siamo nelle prime fasi“, ha dichiarato ieri. Ghizzoni ha poi fatto riferimento alla possibile cessione della controllata ucraina Ukrsotsbank: “Stiamo tastando il mercato come abbiamo fatto per il Kazakhstan”. La banca meneghina sta riorganizzando le operazioni in Europa centrale e orientale così come la rete nazionale come parte del piano quinquennale per incrementare i profitti e rafforzare il profilo finanziario.

Bgz, istituto di credito con sede a Varsavia, ha 400 sportelli e 26 miliardi di zloty di asset. E’ quindi 5 volte più piccola di Pekao, spiegano da Equita. “Ipotizzando un premio del 20% sui prezzi di mercato di Bgz ci sarebbe una diluzione di 20 punti base nel cT1 ratio Basel3 fully loaded di Unicredit (da 9,7% a 9,5%), pari ad un impegno di capitale di circa 800 milioni. L’operazione potrebbe risultare value accretive in tempi brevi: con risparmi per 20% sulla base costi di Bgz, il Rote risulterebbe più che raddoppiato a 9,5%. Considerando il track record del management di Bank Pekao, secondo noi il mercato sconterebbe ampiamente le sinergie“. Così la Sim milanese che conferma il giudizio buy con il prezzo obiettivo fissato a 5,5 euro.

“Dal punto di vista strategico l’aumento dell’esposizione alla Polonia ha senso per Unicredit in quanto permette di far leva sul capitale in eccesso di Pekao, il cui cT1 ratio scenderebbe da 20% a 15% e sulle capacità di integrazione del management”, prosegue il broker. Unicredit a detta di Ghizzoni avrebbe poi attivato il processo di vendita della controllata in Ucraina. “Anche in questo caso l’operazione avrebbe molto senso in quanto contribuirebbe a ridurre il profilo di rischio e la complessità del gruppo, liberebbe liquidità (almeno 500 milioni) e capitale (+8 punti base)”, concludono gli esperti.

Bene il titolo a Piazza Affari. L’Azione sul Ftse Mib segna un progresso dello 0,69% a 5,13 euro.