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Unicredit scaccia dubbi su cessione Npl: contabilizzati tutti i costi, nessuna indagine Bce

Unicredit nega problemi sulla cessione di Npl per 17,7 miliardi, nessuna indagine Bce. A ottobre il titolo Unicredit ha perso oltre l’8%

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Unicredit cerca di spegnere ogni tipo di speculazione relativa a possibili accertamenti da parte della Bce circa la cessione di Npl da 17,7 mld di euro conclusa dalla banca nei mesi scorsi a un prezzo pari al 13% del loro valore. Le indiscrezioni dei giorni scorsi rilanciate da Bloomberg mettevano in dubbio il prezzo della transazione con alcune commissioni pagate dalla banca italiana agli acquirenti Pimco e Fortless per gestire gli NPL che potrebbero aver gonfiato il prezzo. E pertanto la Bce avrebbe acceso i fari su tale transazione.

UniCredit ha confermato che tutti i costi e le spese relativi alla transazione FINO (Failure is not a Option) sono stati contabilizzati, incluso un costo non ricorrente di 80 milioni di euro registrato nella “Non Core” nel terzo trimestre 2017 come già evidenziato nel comunicato stampa del 24 ottobre sui risultati preliminari del terzo trimestre.

Quantificazione prezzo transazione non rientra nel mandato diretto Bce

Unicredit, in una nota diffusa in risposta a un articolo pubblicato ieri da Bloomberg, sottolinea come la BCE ha poteri di vigilanza, tuttavia la quantificazione del prezzo della transazione FINO non rientra nel suo mandato diretto; “pertanto qualsiasi accusa di indagine in corso è priva di fondamento”, rimarca l’istituto di piazza Cordusio. Come da prassi, tutte le informazioni relative alla transazione sono state trasmesse ad autorità sia regolamentari che di vigilanza e sono state riviste da revisori esterni.
UniCredit inoltre conferma che il prezzo medio del trasferimento dei portafogli venduti come parte della transazione FINO, pari a circa il 13 per cento del valore contabile lordo (17,7 miliardi di euro, calcolati al 30 giugno 2016), è stato usato per predisporre le dichiarazioni pro-forma. Per quanto riguarda le commissioni di gestione, le medesime sono dedotte dalla performance del fondo e imputate proporzionalmente a ciascun investitore del fondo sulla base delle quote detenute. Le commissioni di gestione sono coerenti con la prassi di mercato.

La cessione di Npl per 17,7 mld da parte di Unicredit è stata la più grande del suo genere in Italia e rappresenta un pilastro chiave del piano presentato a fine 2016 dall’amministratore delegato Jean Pierre Mustier.

Nell’ultimo mese il titolo Unicredit segna un saldo in Borsa molto negativo con un calo di oltre l’8% sotto quota 16,5 euro rispetto ai 18 euro di inizio ottobre.

Seconda fase di FINO procede come da piano

UniCredit ha anche confermato che la seconda fase di FINO sta procedendo come da piano e UniCredit si aspetta di ridurre la propria quota al di sotto del 20 per cento entro fine anno. La Banca rimarca che ha già selezionato una controparte per un portafoglio e ha individuato alcuni offerenti per un altro portafoglio. Non appena avrà ridotto la sua quota al di sotto del 20 per cento, UniCredit applicherà un “Significant Risk Transfer” alla BCE, attendendo un impatto sul CET1 ratio fully loaded di circa +10 pb.