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Unicredit: rush finale per il nodo dg, martedì il cda delle nomine

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A Piazza Cordusio hanno messo un punto fermo nel rebus governance. E’ stato convocata per martedì prossimo pomeriggio, 26 ottobre, la riunione del consiglio di amministrazione di Unicredit, passo obbligato per ratificare le nomine. All’ordine del giorno la direzione generale con la definizione delle deleghe. Un nodo difficile da sciogliere, che ha visto impegnato il neo a.d. Federico Ghizzoni in intense giornate scandite da telefonate, appuntamenti e pressioni per trovare la quadratura del cerchio.


Per Ghizzoni è un’esigenza primaria quella di tenere coeso il management come segnale di continuità rispetto all’era Profumo. Da qui gli sforzi per arrivare a una soluzione condivisa, senza perdere lungo la strada professionalità indispensabili per traghettare la banca in questa delicata fase. Secondo fonti finanziarie, Unicredit starebbe andando verso la doppia direzione generale. Una proposta caldeggiata fin dall’inizio da Ghizzoni e dal presidente Dieter Rampl, che avrebbe preso sempre più piede negli ultimi giorni e che adesso godrebbe anche dell’appoggio delle fondazioni azioniste, che avrebbero avanzato un’unica richiesta: che le deleghe siano chiare.

La ripartizione dei compiti, che saranno chiamati a soddisfare i due direttori generali designati, è peraltro anche sotto la lente di Bankitalia, che segue da vicino la vicenda. Via Nazionale è alla finestra: attende il progetto complessivo di governance della banca e si riserva di valutarlo nel suo insieme. “Martedì prossimo arriverà l’investitura ufficiale di Roberto Nicastro e Sergio Ermotti, con deleghe rispettivamente sul retail e sul corporate, mentre a Paolo Fiorentino spetterà il ruolo di chief operating officer”, sostengono fonti finanziarie.


Mentre al terzo attuale vice ceo, Paolo Fiorentino, sarebbe stata riservata la carica di chief operating officer, ossia l’incarico di direttore operativo. Se dall’ipotesi di scuola si passerà alla realtà, è palpabile la delusione della comunità finanziaria, che ritiene la decisione di privilegiare la strada della doppia direzione “una soluzione di compromesso”. Non sono pochi gli analisti che sostengono che non si tratti della scelta migliore, perché “Unicredit è una banca che ha bisogno di una ristrutturazione e una personalità esterna avrebbe dato maggiore impulso al rinnovamento”.


Se si optasse invece per una sola direzione generale, Nicastro viene indicato come favorito alla corsa alla poltrona rispetto a Sergio Ermotti, che avrebbe espresso tra l’altro riserve sul nuovo ruolo proposto, perché non si sentirebbe adeguatamente valorizzato. Dubbi che potrebbero mettere in dubbio la sua permanenza all’interno del gruppo. Secondo fonti finanziarie “non c’è ancora accordo, ma non ci sono tensioni nel board”. Salvo sorprese dell’ultima ora.