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Unicredit: RasBank, impatto negativo contenuto da possibile cessione quota Bph

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Ieri ha rassegnato le proprie dimissioni, per una vicenda di carattere familiare risalente al 2002, il ministro del Tesoro polacco, Andrzej Mikosz, che nelle scorse settimane si era segnalato come il più strenuo oppositore dell’acquisizione di Bph da parte di Unicredit, attraverso Hvb, e della successiva fusione con Bank Pekao. Secondo dichiarazioni del ministero del Tesoro, l’istituto italiano guidato da Alessandro Profumo si sarebbe impegnato a non acquisire altre banche nel Paese. Unicredit si era detta disposta a trattare, entro il mese di tempo previsto dalle autorità polacche, pur dichiarando di non ritenersi in violazione di alcuno degli obblighi contenuti negli accordi di privatizzazione di Pekao. “Riteniamo che la notizia, uscita ieri a mercato aperto, non dovrebbe avere un impatto
significativo sulle quotazioni del titolo oggi”, commentano gli analisti di RasBank, secondo i quali “risulta difficile inoltre dire se potrà esservi un cambiamento sostanziale della situazione in Polonia per Unicredit semplicemente grazie alle dimissioni del ministro del Tesoro”. Pare infatti che all’interno del governo polacco rimangano comunque notevoli perplessità sull’operazione di integrazione di Pekao e Bph. “Peraltro”, aggiungono dalla sim milanese, “anche se Unicredit dovesse effettivamente vendere la partecipazione (71,2%) in Bph, l’impatto negativo per la realizzazione del piano industriale sarebbe contenuto, nel complesso dell’operazione di integrazione con il gruppo Hvb, anche in relazione al fatto che con l’introito della cessione la banca italiana potrebbe effettuare qualche ulteriore acquisizione in Est Europa, ripristinando così il suo potenziale di crescita nell’area”. RasBank sull’azione ordinaria Unicredit mantiene il rating “outperform”, con target price di 6 euro tondi tondi.