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Unicredit prepara maxi-accantonamenti da 8 miliardi, capitalizzazione scivola sotto i 13 mld

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Nuova giornata difficile a Piazza Affari per il titolo Unicredit su cui pesano le ultime indiscrezioni stampa riguardanti possibili maxi-accantonamenti fino a 7-8 miliardi di euro. Il titolo dell’istituto di piazza Gae Aulenti è arrivato a cedere questa mattina oltre il 4% toccando un minimo in area 2 euro (2,012). la capitalizzazione della banca è scesa sotto la soglia dei 13 miliardi di euro, cifra equivalente all’ammontare orientativo dell’aumento di capitale che Unicredit annuncerà il prossimo mese.
Da inizio anno il titolo Unicredit ha bruciato oltre il 60% del proprio valore complici proprio le attese per la nuova maxi-ricapitalizzazione.

L’istituto guidato da Jean Pierre Mustier avrebbe allo studio maxi-accantonamenti per ripulire completamente il bilancio dai crediti in sofferenza. Secondo quanto riportato oggi dal Sole 24 Ore il piano potrebbe portare a rettifiche nell’ordine di 7-8 miliardi di euro concentrate tutte nel quarto trimestre 2016. Questa ingente cifra andrebbe quindi a spiegare le dimensioni monstre dell’aumento di capitale, che dovrebbe essere di circa 13 miliardi comprendendo anche la possibile conversione volontaria di alcuni bond.
Le rettifiche servirebbero per la maggior parte (6,7 mld) per aumentare il coverage degli NPL (51 mld di cui circa 40 mld in Italia) dall’attuale 62% al 77%. La pulizia, sempre secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, comprenderebbe altri 1,3 mld per aumentare le coperture al 40% (stesso livello prescritto dalla Bce a Mps).

Rafforzamento complessivo ammonterebbe a 20 miliardi
“Ipotizzando un aumento da 13 mld e le cessioni di Pekao e Pioneer, il rafforzamento complessivo sarebbe di 20 miliardi”, rimarcano gli analisti di Equita. In base a queste ipotesi Unicredit vedrebbe il CET1 fully phased passare da 11,2% a 14,5% “che lascerebbe pensare ad ulteriori manovre di razionalizzazione e/o ad attese di modifiche regolamentari non favorevoli – aggiungono da Equita. Ipotizzando spin-off della bad bank con una equity contribution di 2 mld, il CET1 resterebbe comunque di 14%”.