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Unicredit: partito il delicato aumento di capitale da 13 mld, titolo sotto pressione

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E’ partito questa mattina l’aumento di capitale da 13 miliardi di euro di Unicredit, il più ingente di sempre per una società di Piazza Affari. Il titolo segna in avvio una flessione di circa l’1,5 per cento a quota 12,91 euro. Il prezzo di chiusura di venerdì scorso, pari a 26,16 euro, è stato rettificato a 13,11 euro. Per lo stesso motivo è stato rettificato il prezzo delle azioni di risparmio di Unicredit, sulle quali è stato applicato un fattore di rettifica di 0,74080327.

Verso rimescolamento compagine azionaria
La Fondazione CRT, azionista di Unicredit con una quota del 2,2% del capitale, sarebbe intenzionata, stando a quanto riportato ieri dal Sole 24 Ore, a sottoscrivere fino al 70% della quota in possesso; di conseguenza, la partecipazione dell’ente post-aumento scenderebbe all’1,8% circa.
In generale gli azionisti che non sottoscriveranno l’aumento di capitale subiranno una diluizione del 72,22% della loro partecipazione nel capitale della banca in caso di integrale sottoscrizione della ricapitalizzazione. la maxi-ricapitalizzazione con ogni probabilità porterà a un rimescolamento dell’azionariato con l’ingresso di molti nuovi soci. Il Corriere Economia rimarca come il consorzio di 30 banche internazionali impegnate a garantire l’intero importo dell’aumento agirà soprattutto nei confronti di investitori istituzionali di lungo periodo che potrebbero entrare con quote non rilevantissime.

Tutti i dettagli dell’aumento, operazione terminerà il 10 marzo
Il prezzo di sottoscrizione è stato fissato a 8,09 euro per ogni azione ordinaria di nuova emissione da offrire agli azionisti nel rapporto di 13 nuove azioni ogni 5 (ordinarie o di risparmio) già possedute.
Il prezzo incorpora uno sconto del 38% sul Terp (prezzo teorico dopo lo stacco del diritto). Sconto leggermente inferiore rispetto a quello del 43% dell’ultima ricapitalizzazione di Unicredit da 7,5 mld che risale al gennaio 2012.
L’aumento andrà avanti fino al prossimo 10 marzo per quanto attiene alla parte rimanente dell’Offerta in Opzione. Oltre a un’offerta in Italia, Unicredit ha previsto un’offerta al pubblico anche in Germania e Polonia. I diritti di opzione possano essere esercitati, a pena di decadenza, dal 6 al 23 febbraio 2017, estremi inclusi, in Italia e Germania e dall’8 al 22 febbraio 2017, estremi inclusi, in Polonia; e i diritti di opzione siano negoziabili sul Mta dal 6 al 17 febbraio 2017 e sul WSE dall’8 al 17 febbraio 2017.

Accordo con sindacati per 3.900 esuberi
UniCredit ha raggiunto l’accordo con i sindacati sui 3900 esuberi previsti in Italia dal piano “Transform 2019”. Gli esuberi saranno gestiti con piani di pre-pensionamento – su base volontaria – attraverso l’accesso al Fondo di solidarietà del settore finanziario. Per garantire un ricambio generazionale, UniCredit si impegna ad assumere 1.300 giovani durante i prossimi 3 anni. L’istituto di piazza gae Aulenti rimarca come verrà introdotto un nuovo comitato misto sperimentale con le Organizzazioni Sindacali in materia di “organizzazione del lavoro” per monitorare l’attuazione e l’impatto del nuovo piano industriale sul modello operativo della Banca.

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