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Unicredit: oggi termina l’aumento, si va verso il tutto esaurito. Entra anche Caltagirone

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Unicredit termina oggi l’aumento di capitale da 7,5 miliardi di euro, che permetterà alla banca di soddisfare le richieste dell’EBA. L’operazione ha scatenato un grande interesse sul mercato, come dimostrato dagli elevati volumi di scambio che hanno caratterizzato il titolo nelle ultime sedute borsistiche. Il sentiment nelle sale operative è lo stesso di una settimana fa: l’aumento viaggia verso il tutto esaurito con un’adesione che si attesterà tra il 95% e il 100%. Negli ultimi giorni, alcuni dei maggiori esponenti dell’imprenditoria italiana hanno mostrato il loro interesse verso l’operazione di piazza Cordusio: in primis Diego Della Valle che avrebbe comprato quasi il 2% del capitale della banca milanese.

Oltre al patron della Tod’s si è fatta avanti anche la famiglia Malacalza, che si affianca ai già presenti Leonardo Del Vecchio (Luxottica), Maramotti (Max Mara) e la famiglia Pesenti. Ma la notizia del giorno è la mossa di Francesco Gaetano Caltagirone, che avrebbe comprato circa l’1% dell’istituto di piazza Cordusio mentre sta completando l’uscita dal Monte dei Paschi. L’imprenditore romano ha lasciato ieri sera la carica di vicepresidente di Rocca Salimbeni portando la sua quota sotto il 2%. E così tra gli esperti sono già iniziate le analisi circa un possibile intreccio tra la seconda e la terza banca del Paese.

“Il mercato – hanno scritto gli analisti di Equita nella nota odierna raccolta da Finanza.com – potrebbe pensare ad una futura fusione Mps-Unicredit, che avrebbe meno sovrapposizioni rispetto a Mps-Intesa e rafforzerebbe gli azionisti italiani, ma ci sembrano discorsi prematuri visto il lavoro di ristrutturazione e rilancio che aspetta i due gruppi”. A Piazza Affari il titolo Unicredit mostra una flessione del 3,80% a 3,68 euro, mentre Mps lascia sul parterre il 3,70% a 0,297 euro dopo aver mostrato un balzo di oltre 40 punti percentuali nell’ultima settimana di contrattazioni.

I movimenti degli altri soci forti di Unicredit vedono una diluizione delle Fondazioni tra l’11 e il 12% del capitale, soprattutto per la discesa della Cariverona e di alcuni enti minori. La componente araba ha invece assistito ad un aumento del fondo emiratino Aabar, mentre la Banca Centrale libica ha ridotto la sua partecipazione al 2,8% dal 4,5%. Più consistenti le manovre dei fondi istituzionali: Capital Research ha praticamente raddoppiato la sia quota oltre il 5%, mentre Blackrock ha confermato il suo pacchetto al 3,1%. Movimenti che potrebbero portare ad alcuni cambiamenti nel Consiglio di amministrazione, visto che l’attuale board scade il prossimo marzo quando verranno approvati i dati di bilancio relativi all’esercizio 2011.