Unicredit: nel 2012 tornano utili e dividendo, ma nel IV trimestre perde 553 mln. Addio Kazakistan e rivedrà target

Inviato da Alberto Bolis il Ven, 15/03/2013 - 16:05
Quotazione: UNICREDIT GROUP

Unicredit torna all'utile nel 2012 ma manca le attese degli analisti. La banca milanese ha archiviato il 2012 con profitti per 865 milioni di euro, mentre nel 2011 aveva registrato una maxi perdita di 9,2 miliardi. Nel solo quarto trimestre l'istituto di piazza Cordusio ha perso 553 milioni di euro contro un utile di 144 milioni nello stesso periodo dell'esercizio precedente e di 335 milioni nel terzo trimestre del 2012. Gli analisti avevano previsto un utile di 1,24 miliardi di euro per l'intero 2012 e una perdita di 173 milioni per quanto riguarda l'ultimo scorcio dell'anno. A Piazza Affari dopo i conti il titolo Unicredit ha virato in ribasso e ora cede circa l'1,5% a 3,578 euro.
 
A livello patrimoniale, il Core Tier 1 di Unicredit a fine 2012 si è attestato al 10,84%, migliorato di 17 punti base rispetto a settembre 2012 "in particolare grazie alla riduzione degli RWA (-32 miliardi di euro nella divisione Corporate & Investment Banking)". Il coefficiente patrimoniale, anticipando gli effetti di Basilea 3, è pari al 9,2%. Includendo la vendita di una quota di Bank Pekao e la dismissione di ATF, il Core Tier 1 pro forma si è attestato all'11,14%. Il Cda di piazza Cordusio proporrà la distribuzione di un dividendo da riserve di profitto pari a 9 centesimi per azione.
 
"Oggi Unicredit è molto più forte rispetto a un anno fa dal punto di vista del capitale, dello stato patrimoniale e della liquidità e può guardare con fiducia alle sfide del 2013", ha commentato l'Ad di piazza Cordusio, Federico Ghizzoni. In Italia, ha inoltre ricordato il top manager, "abbiamo raggiunto il più elevato rapporto di copertura dei crediti deteriorati e siamo in anticipo sui tempi di riorganizzazione della nostra rete di sportelli. Nel 2013 porteremo avanti con determinazione le nostre iniziative di rilancio della redditività".

Il contenimento dei costi sta continuando a dare i suoi frutti: i costi operativi nell'intero 2012 si sono attestati a 15 miliardi di euro, in calo del 2,9% rispetto all'esercizio precedente, mentre nell'ultimo scorcio dell'anno si sono attestati a 3,7 miliardi di euro, in flessione del 2,7% rispetto al quarto trimestre 2011.

La banca, attraverso Unicredit Bank Austria e come anticipato dalla stampa nazionale, ha siglato un accordo di compravendita con KazNitrogenGaz, società interamente controllata da Galimzhan Yessenov, secondo il quale è prevista la cessione del 99,75% della kazaka Atf Bank. La finalizzazione della transazione è ancora soggetta all'approvazione delle autorità competenti, prevista entro fine mese.

Infine, considerate le attuali difficoltà del contesto macroeconomico, piazza Cordusio ha annunciato che rivedrà gli obiettivi finanziari previsti dal piano strategico "pur confermando le iniziative ad esso sottostanti". In particolare, prevedendo per tutto il 2013 i tassi d'interesse a un livello persistentemente basso e una scarsità nella domanda di finanziamenti, la banca milanese si attende per il margine d'interesse una tendenza al ribasso rispetto al 2012.

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