Unicredit-Mediobanca: Centrosim non vede reale valore strategico e industriale in un deal

Inviato da Micaela Osella il Gio, 08/01/2009 - 09:30
Quotazione: MEDIOBANCA
Quotazione: UNICREDIT GROUP
C'è voglia di fiori di arancio in Piazza Affari. Ma le intenzioni non si concretizzano: le dirette interessate chiamate in causa dagli operatori o dagli speculatori nei giorni scorsi smentiscono ammiccamenti dietro le quinte. E' il caso di Unicredit e Mediobanca, indicate come promesse spose da Il Sole 24 Ore qualche giorno fa. Se questo non fosse abbastanza secondo fonti di stampa, a margine di un incontro tenutosi ieri tra i rispettivi numero uno delle due banche Alessandro Profumo e Cesare Geronzi, anche i due manager avrebbero rilevato l'inconsistenza di qualunque progetto di aggregazione tra Unicredito e Mediobanca, anche per la mancanza di fondamento industriale. Il tema resta quindi confinato a contatti informali tra alcuni soci delle due banche anche perché i soci francesi di Mediobanca, che controllano il 10% circa del capitale, sono contrari all'operazione per i suoi risvolti politici a livello di sistema. E gli analisti che cosa ne pensano? "Come già rilevato ieri, riteniamo che una siffatta operazione potrebbe essere concepita solo in circostanze eccezionali, al fine di preservare l'identità nazionale di una delle due maggiori banche del paese", ribadiscono nella nota uscita oggi e visionata da questa testata gli esperti di Centrosim. La ragione? "Non vediamo un reale valore strategico e industriale della fusione", conclude il broker nel report.
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