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UniCredit: fondo Caius torna sui cashes e scrive lettera a Mustier

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Settimana cruciale per la banca italiana, che nella giornata di ieri ha reso noto di aver concluso il primo trimestre con utili superiori a 1 miliardo, al record dal 2007.

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Caius Capital torna alla carica dopo pochi giorni, noncurante delle ennesime rassicurazioni di UniCredit sul caso cashes e anche del fatto che la banca stia valutando l’ipotesi di ricorrere ad azioni legali. L’hedge fund britannico scrive stavolta una lettera direttamente all’AD dell’istituto Jean-Pierre Mustier, chiedendo chiarimenti su quelle che considera “incertezze significative” in merito al trattamento normativo dei cashes.

Con la missiva, Caius sottolinea che “agli investitori è dovuto il massimo livello di trasparenza, vista la significatività dei problemi sollevati nella nostra lettera all’Eba”.

Si torna dunque anche oggi a parlare dei cashes di UniCredit, dopo che lo scorso 8 maggio il Financial Times ha riportato la notizia della decisione dell’hedge fund di  chiedere all’Eba di aprire un’indagine sulla banca.

Il fondo ritiene che, a meno che UniCredit non procederà alla conversione in azioni ordinarie dei cashes  (strumenti complessi convertibili in azioni ordinarie, ovvero “convertible and subordinated hybrid equity-linked securities”), due terzi del suo capitale dovranno essere considerati invalidi in base alla normativa dell’Unione europea.

Non solo. Per Caius la banca italiana incorrerebbe in problemi in ogni caso: la situazione rimarrebbe precaria, a suo avviso, anche se UniCredit optasse per la conversione di questi strumenti, visto che la conversione stessa potrebbe scatenare  perdite ingenti a danno di alcuni tra gli investitori che hanno puntato su tali strumenti.

Il danno a loro carico ammonterebbe a un valore superiore a 2 miliardi di euro.

UniCredit aveva già risposto alle pesanti accuse con una nota, sottolineando che “il trattamento regolatorio dei titoli cashes è stato pienamente illustrato al mercato e confermato e rivisto dalle autorità regolatorie competenti”; la banca aveva anche precisato che “l’attuale contributo dei cashes sulla posizione patrimoniale complessiva della banca non ha impatti significativi sui ratio regolatori del gruppo” e che,  “come annunciato a fine 2017, Unicredit ha una solida posizione di capitale con un CET1 ratio al 13,6%”.

Una ulteriore rassicurazione è arrivata poi ieri dallo stesso AD Mustier, che ha ribadito il contenuto della nota precedente:

“Il trattamento regolamentare delle azioni sottostanti i Cashes è stato completamente reso noto al mercato e confermato e rivisto da tutti i regolatori ed è pienamente conforme a tutte le normative passate e attuali”.

E’ stata una settimana cruciale per la banca italiana, che nella giornata di ieri ha reso noto di aver concluso il primo trimestre con utili superiori a 1 miliardo, al record dal 2007.

Una notizia positiva per la banca è arrivata anche dal fronte di Bridgewater Associates, hedge fund numero uno guidato da Ray Dalio. E, soddisfatti della trimestrale, gli analisti di Mediobanca e Credit Suisse hanno reso noto di avere una view rialzista sul titolo.