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Unicredit conferma ritorno cedola con payout 2017 al 20%, livello Npl vicino a target

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Ritorno in casa Unicredit del dividendo cash. la banca di piazza Gae Aulenti ha confermato anche i target al 2019 annunciando che il 2017 si chiuderà con riduzione dei costi leggermente più marcata rispetto a quanto previsto. Confermati i dati preliminari diffusi lo scorso 24 ottobre con l’utile netto di gruppo è salito a 2,8 miliardi di euro nel terzo trimestre. L’utile netto rettificato per la plusvalenza dalla cessione di Pioneer (2,1 mld) e per l’impatto negativo di un costo non ricorrente registrato nella Non Core si è attestato a 838 mln (-33,3% t/t, +87,4% a/a) con un RoTE rettificato pari al 6,8 per cento.  Considerando i primi 9 mesi dell’anno l’utile netto contabile si è attestato a 4,7 mld (3 mld, +72,5%, rettificato per le cessioni di Bank Pekao e Pioneer e un costo non ricorrente registrato nella Non Core nel terzo trimestre).

Torna la cedola in contanti

Unicredit ha confermato la politica di dividendi con ritorno al dividendo in contanti relativo all’esercizio 2017, in pagamento nel 2018. Il ceo Jean Pierre Mustier ha confermato il payout al 20% sul 2017. Confermati anche i target del piano al 2019 con obiettivo di Cet 1 al 12,5% a fine piano.

Riduzione costi procede meglio del previsto

I costi totali a fine 2017 dovrebbero essere “marginalmente inferiori” rispetto agli 11,7 miliardi di euro previsti. Lo ha riferito Unicredit che invece conferma l’obiettivo per il 2019 a 10,6 miliardi di euro. La banca di piazza Gae Aulenti ha rimarcato che a fine terzo trimestre il 59 per cento delle chiusure di filiali (557 filiali chiuse nell’Europa occidentale da dicembre 2015) e il 51 per cento delle riduzioni di organico sono state già concluse. Durante il trimestre è stata effettuata una ulteriore riduzione dell’organico per 1.223 unità, ossia oltre 7.200 dipendenti in meno da dicembre 2015. La riduzione pianificata entro il 2019 è di 14.000 unità. Il rapporto Costi/Ricavi si è attestato al 60,5 per cento nel terzo trimestre (+4,2% trim/trim, -0,3% a/a). Il controllo dei costi è proceduto nei primi 9 mesi dell’anno con una riduzione delle spese totali pari al 3,8 per cento attestandosi a 8,6 mld.

 

Mustier: livello crediti deteriorati vicino a nostro target

I crediti deteriorati lordi di Unicredit Group si sono ridotti del 3,2 per cento trim/trim e del 31,5 per cento negli ultimi dodici mesi, attestandosi a 51,3 miliardi, con il rapporto tra crediti deteriorati lordi e il totale crediti migliorato al 10,6 per cento nel terzo trimestre (-0,3% trim/trim, -4,5% a/a). La cessione dei crediti deteriorati lordi è progredita nel corso del trimestre, raggiungendo 2,4 mld nei primi 9 mesi di cui 1,2 mld nella Non Core. I crediti deteriorati netti sono diminuiti a 22,3 mld (-3,6 per cento trim/trim, -37,6 per cento a/a), in linea con l’obiettivo di 20,2 mld come indicato in Transform 2019. Il rapporto crediti deteriorati netti / totale crediti netti si è attestato al 5,0 per cento nel 3trim17 (-0,2 p.p. trim/trim, -2,9 p.p. a/a) con un rapporto di copertura solido in aumento al 56,5 per cento nel 3trim17 (+0,2 p.p. trim/trim, +4,3 p.p. a/a).

“Il nostro utile netto rettificato è cresciuto dell’87 per cento anno su anno. Tutto questo è a testimonianza che il nostro piano Transform 2019 sta generando risultati tangibili e conferma l’andamento sostenuto del business a livello di Gruppo”, ha sottolineato Jean Pierre Mustier, amministratore delegato di UniCredit. “Grazie alle misure decise adottate negli ultimi 12 mesi e al rilancio delle nostre reti – ha aggiunto Mustier – stiamo assistendo ad una vigorosa dinamica commerciale in tutte le divisioni, con una crescita di 423.000 clienti e con nuovi prestiti erogati per 52 mld dall’inizio del 2017. UniCredit vanta un elevato CET1 ratio fully loaded pari al 13,81 per cento grazie alla vendita di Pioneer e ad una organica generazione di utili. Il de-risking del bilancio continua, con crediti deteriorati netti attualmente pari a 22,3 miliardi, vicini al nostro target di 20,2 miliardi al 2019″. Il rapporto di copertura dei crediti deteriorati rimane solido al 56,5 per cento. Il ridotto costo del rischio si attesta a 53 pb nel trimestre “e stimiamo che sia compreso tra 55 e 60 pb per l’intero anno”.

Mustier, banchiere francese al timone di Unicredit dal 2016, ha accelerato nell’ultimo anno il percorso di rafforzamento patrimoniale con la vendita di prestiti in sofferenza e un maxi-aumento di capitale da 13 miliardi di euro all’interno di un di un piano volto a semplificare la struttura della banca e ridurre i costi. Ieri intanto la ha nominato Fabrizio Saccomanni, ex direttore generale di Bankitalia ed ex ministro delle finanze, come futuro presidente.