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Unicredit-Capitalia, previsto un utile di 10 miliardi entro il 2010

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La stagione del risiko bancario si è infiammata in Italia. All’indomani del matrimonio dell’anno tra Unicredit e Capitalia, i riflettori continuano a essere puntati sulla nuova superbanca italiana. Un utile di 10 miliardi entro il 2010 e un piano industriale che dovrebbe essere pronto per il prossimo anno. E poi ancora: l’uscita di scena di Generali entro il 2007, nonché la cessione di tutte le attività distanti dal core business. Ecco i nuovi numeri del secondo colosso finanziario europeo per capitalizzazione snocciolati ieri dall’amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo e dal presidente di Capitalia, Cesare Geronzi.
“Capitalia è stata l’ultima opportunità per Unicredit per crescere in Italia”. Quindi “la valutazione è stata molto alta”, ha commentato il numero uno della banca meneghina. Positivi anche i commenti all’operazione arrivati da Cesare Geronzi, “negli ultimi cinque anni abbiamo fatto un lavoro di straordinaria concretezza. Uutto questo è il grande positivo che Capitalia apporta a Unicredit che riguarda gli uomini, la struttura e l’efficienza”.

 

Non sono tardati ad arrivare anche i primi rating dalle case d’affari. Le nozze con Capitalia non intaccano la view positiva di Fitch su Unicredit che mantiene un outlook positivo. L’agenzia di rating ha confermato gli Issuer Default Rating assegnati a Unicredito ad “A+” per il debito di lungo termine e ad “F1” per quello sul breve termine, l’individual rating a “B” ed il support rating a “1”. Diversa, invece, la posizione di Moody’s che ha posto sotto osservazione il gruppo bancario di Piazza Cordusio per una possibile riduzione il long-term deposit rating attualmente pari a Aa2.

Valutazione positiva invece per l’istituto capitolino da parte Standard & Poor’s ha messo il rating ‘A’ a lungo termine di Capitalia in creditwatch positivo e ha confermato il rating ‘A-1’ di breve termine su delle due società.

 

Intanto, ieri, a Piazza Affari è stata giornata di vendite sia per Unicredit sia per Capitalia. L’istituto bancario guidato da Alessandro profumo ha perso il 2,63% a 7,07 euro per azione, mentre la banca romana ha lasciato sul parterre l’1,67% a 7,83 euro per azione. Nonostante le performance sottotono, i due istituti sono rimasti in linea con il concambio fissato a 1,12 azioni Unicredit per ogni azione Capitalia.