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Unicredit-Capitalia: fervono i preparativi per le nozze, confermati i colloqui

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Sull’asse che corre sulla Milano-Roma fervono i preparativi per quello che potrebbe essere il matrimonio italiano dell’anno, quello tra Unicredit e Capitalia. Proprio quest’oggi il presidente della banca romana, Cesare Geronzi, sarebbe a Milano per parlare della cosa (si ipotizza con il management dell’istituto di Piazza Cordusio ma anche con gli azionisti di Mediobanca). E che si stia trattando per una eventuale grossa operazione tra le due è ormai cosa certa.


Dopo la pioggia di indiscrezioni e voci dei giorni scorsi e dopo una prima conferma di contatti generici in vista di future alleanze, ieri entrambi gli istituti, in ottemperanza alle richieste della Consob, hanno annunciato al mercato che sono in corso colloqui ma che per il momento non è ancora stato raggiunto alcun accordo. “Su richiesta della Consob, Capitalia conferma – si legge nella nota della banca capitolina diramata in serata – l’esistenza di colloqui con Unicredit in relazione a un eventuale progetto di integrazione. Al momento non è stato raggiunto un accordo”. Praticamente identica la nota diffusa immediatamente dopo dalla banca milanese: “Su richiesta della Consob, Unicredit conferma l’esistenza di colloqui con Capitalia. Al momento non è stato raggiunto un accordo”.

E ora che i due istituti sono usciti allo scoperto c’è già chi comincia a scommettere sul prezzo che potrebbero essere pagati i titoli targati Capitalia in caso di fusione: La Stampa ipotizza 8,2 euro, mentre Il Sole 24 Ore scrive 8,5 euro (quota che comprende il cosiddetto premio di controllo). Intanto l’azione dell’istituto guidato da Matteo Arpe continua a correre in Borsa senza tregua: dopo il balzo del 5,3% messo a segno ieri, con il titolo sempre più vicino alla soglia degli 8 euro, questa mattina guadagna un altro 0,50% circa, attestandosi a 7,955 euro. Il titolo del gruppo guidato da Alessandro Profumo invece dopo l’incremento dell’1,50% circa di ieri questa mattina, dopo pochi minuti dalla partenza delle negoziazioni, sale dello 0,12%, andandosi a posizionare a 7,59 euro.


Inoltre, i giornali di questa mattina scrivono che le due banche potrebbero pervenire a un accordo prima che abbia luogo l’assemblea della Banca d’Italia, se non entro la fine di questa settimana, entro la fine del mese di maggio, dal momento che il 31 di questo mese si svolge tradizionalmente l’assemblea di Bankitalia e che il governatore, Mario Draghi, da sempre favorevole a operazioni di consolidamento nel settore finanziario “made in Italy”, sarebbe ben contento di parlare del matrimonio Unicredit-Capitalia come di cosa già fatta. Infine, Geronzi, attuale presidente di Capitalia, secondo indiscrezioni, non dovrebbe essere riconfermato presidente del gruppo nascente dall’operazione.