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Unicredit-Capitalia, per la City la vera sfida è ridurre il peso dell’Italia

QUOTAZIONI Unicredit
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Ineccepibile sul piano strategico, ma con alcuni rischi di esecuzione e aspetti da chiarire nel breve e medio termine, che sollevano alcuni dubbi. La City ieri ha promosso sul fondo l’operazione Unicredit-Capitalia ma vuole avere qualche elemento in più prima di esprimersi in modo definitivo. Alessandro Roccati analista bancario di Fox Pitt Kelton spiega i realizzi iniziali di ieri in Borsa sui due titoli con diversi motivi: “Il primo – dice – deriva dal fatto che molti investivano in Unicredit anche per l’esposizione della banca italiana sul mercato tedesco, dove gli istituti di credito quotati sono pochi. Ora dopo l’acquisizione il peso dell’Italia sale dal 36 al 47% del totale dei ricavi pro-forma del nuovo gruppo, rende più difficile giustificare l’investment case e spinge alcuni investitori ad alleggerire le posizioni”. “Ci sono poi sempre i dubbi del mercato sulla qualità degli assets di Capitalia. Infine, alcuni investitori, di fronte alle recenti dichiarazioni di Alessandro Profumo di non escludere comunque un interesse per SocGen in un secondo tempo, temono una corsa al gigantismo da parte di Unicredit che potrebbe diluire la generazione di valore”.