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Unicredit-Capitalia: Centrosim, il mercato sta sottostimando le potenzialità della fusione

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Unicredit Capitalia, un gigante che balza in testa alla classifica degli istituti italiani per dimensione. Eppure il mercato snobba le manie di grandezza e i vantaggi derivanti dell’avere in casa un nuovo campione nazionale. Ieri i due titoli coinvolti nella fusione hanno imboccato la strada al ribasso. “La nostra impressione è che il mercato stia sottostimando le potenzialità dell’aggregazione tra Unicredit e Capitalia”, sostengono gli analisti di Centrosim. Tra l’altro secondo il broker c’è un aspetto da considerare: “Unicredit paga multipli interessanti, a dispetto della crescita del prezzo di Capitalia”. “A nostro giudizio – calcola il broker – il deal con Capitalia è in grado di creare valore: il multiplo all-in acquisition premium/synergies si attesta a 5,1 volte nel 2010 – senza conteggiare i capital gains sui surplus assets – mentre il return on acquisition a regime si avvicina al 12%”. Così da qui a rivedere la valutazione il passo è stato breve. “Adottando stime e una metodologia di valutazione molto prudenti, perveniamo ad una valutazione di Unicredit pari a 8,2 euro per azione, superiore di 20 punti base al nostro precedente target price”, continuano ancora alla casa d’affari. Di conseguenza, dopo il forte calo di prezzo subito dal titolo al momento dell’annuncio del deal, gli analisti di Centrosim hanno rivisto il rating su Unicredit da neutral a buy. “Essendo ormai noto il rapporto di concambio tra i due titoli, alziamo anche il target price di Capitalia da 8,2 euro a 9,2 euro, mantenendo il rating buy sul titolo”.