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Unicredit – BdS: è sempre più guerra in famiglia

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Nuovi vertici nulli e comitato nomine già convocato per il 15 gennaio “per imprimere un’accelerazione alla procedura di rinnovo del consiglio”. E’ questa la risposta di Unicredit alle nuove nomine varate ieri dal Banco di Sicilia. E’ dunque ormai scontro aperto tra la Capogruppo e la controllata isolana (annessa tramite la fusione con Capitalia), dopo che ieri il consiglio di amministrazione del Bds, presieduto da Salvatore Mancuso, ha nominato direttore generale Giuseppe Lopes, nominando anche quattro condirettori centrali. Unicredit ha invece confermato la propria massima fiducia al direttore generale in carica, Roberto Bertola, nominato solo lo scorso agosto, considerando le nomine prive di validità per modalità con cui sono state assunte.


Ma il livello dello scontro in atto si desume dalla volontà espressa da Unicredit di procedere nell’ambito del prossimo comitato nomine alla valutazione di “ogni possibile azione di responsabilità”. E’ stata anche richiesta la convocazione dell’assemblea del Banco, un atto che potrebbe preludere alla preparazione della revoca per l’intero board della banca siciliana.

In un’intervista al Tgr Sicilia, il presidente Mancuso ha ribadito la validità del cda e la volontà di difendere le professionalità interne della banca. Un intento che ha raccolto il favore di buona parte del mondo politico locale. Tuttavia proprio in questo contesto sarebbero nati i primi dissapori con la controllante. Nel settembre scorso infatti, dopo essere subentrata a Capitalia nella convenzione con la Regione Sicilia, Unicredit l’aveva disdetta con sei mesi di anticipo rispetto alla scadenza. E nella convenzione sono fissati alcuni principi legati al rafforzamento delle professionalità presenti sul territorio e al mantenimento degli sportelli, un altro punto, quest’ultimo su cui Unicredit avrebbe intenzione di agire. Ma c’è di più. La convenzione regola infatti anche il grado di partecipazione della Regione nelle dinamiche gestionali della banca.