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Unicredit aspetta il responso sui Cashes, dopo si saprà l’ammontare dell’aumento

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Unicredit tema caldissimo a Piazza Affari in vista del Cda di lunedì prossimo che dovrà varare il nuovo piano industriale e, nonostante le smentite della società, molto probabilmente anche l’aumento di capitale. Secondo quanto appreso da fonti finanziarie e riportato ieri da questa testata, entro questa settimana la Banca d’Italia dovrebbe fornire indicazioni precise sulla computabilità delle obbligazioni Cashes (3 miliardi di euro) nel capitale. Di conseguenza, l’istituto di piazza Cordusio sarà in grado di stabilire l’ammontare esatto della ricapitalizzazione.
 
Gli organi di stampa continuano a parlare di un aumento tra i 5 e i 7 miliardi di euro. “Secondo noi l’ammontare potrebbe stare nella parte bassa del range se ci fosse piena computabilità dei Cashes a capitale”, commentano gli analisti di Intermonte. Nel frattempo, secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, le Fondazione azioniste di piazza Cordusio sarebbero pronte a sostenere la terza ricapitalizzazione in tre anni della banca milanese. Il quotidiano di Confindustria scrive inoltre che la Fondazione Crt, attualmente al 3,3% di Unicredit, potrebbe salire fino al 4 per cento.
 
Il Sole si spinge oltre, ipotizzando la partenza dell’aumento tra il 9 e il 16 gennaio 2012 e uno sconto sul TERP pari al 20-25%. Resta da sciogliere anche il nodo dei diritti di opzione dei libici, che detengono il 7,5% del capitale della banca, che dovrebbero essere sottoscritti da un fondo cinese o da quello del Qatar. Sul mercato cresce l’attesa per il nuovo piano industriale, che verrà presentato dall’Ad Federico Ghizzoni alle 16.00 di lunedì 14 novembre, e gli investitori fiutano una risposta positiva di Bankitalia sui Cashes. Il titolo Unicredit, infatti, mostra a Piazza Affari un progresso del 2,75% a 0,812 euro.